Bosa, l’assenza del pediatra punta di una sanità malata
di Alessandro Farina
Manca la figura del medico di libera scelta e per ora non si intravede la soluzione Non ci sono neppure il logopedista e il fisiatra. Diabetologia: zero reagenti
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BOSA. Non solo l’assenza del pediatra di libera scelta. L’elenco delle carenze di servizi sanitari a Bosa ed in Planargia tocca anche altri ambiti, testimoniano le ormai quotidiane segnalazioni degli utenti. In tema ospedaliero l’obiettivo, così era emerso nell’incontro con l’assessore regionale Mario Nieddu ad agosto, è quello di arrivare ad avere una struttura che garantisca quantomeno quanto previsto per gli “stabilimenti di zona disagiata”. Ma altre questioni restano da tempo aperte, nel ventaglio di servizi che dovrebbero essere erogati sulla fascia centro occidentale dell’isola. In particolare, tra carenze logistiche croniche e assenza di figure professionali, nei Servizi territoriali, l’altra branca della sanità pubblica con cui in molti per varie ragioni hanno a che fare. Ultima battaglia quella sul pediatra di libera scelta: nata all’inizio dell’anno, quando il titolare ha lasciato l’incarico per andare in pensione. Da allora l’Ats ha indetto alcuni bandi per coprire il servizio almeno per sei mesi. La questione sembrava temporalmente risolta all’inizio dell’estate, ma da agosto tutto è punto e a capo a Bosa. Tanto che un nutrito gruppo di genitori si è costituito in comitato per chiedere risposte celeri e fattive, a tutela della salute di bambini e ragazzi. Mentre l’Ats ha varato un nuovo bando, con l’intento di garantire il pediatra per dodici mesi o fino all’assegnazione definitiva della locale sede, se sarà possibile. Dal plesso dei servizi territoriali nel rione Santa Caterina mancano inoltre da tempo immemorabile anche le figure del fisiatra e del logopedista per adulti. Sempre da mesi la commissione per il riconoscimento delle invalidità non ha un presidente e non può quindi riunirsi, costringendo a spostamenti in altre strutture dell’isola utenti e accompagnatori. In tema di diabetologia, infine, il servizio è «Senza reagenti per l’emoglobina glicata», rivela un paziente, che insieme ad altri non può eseguire il fondamentale esame. Mesi fa l’assessore regionale alla Sanità aveva annunciato a Bosa che, chiusa l’estate, si sarebbe dato vita ai cosiddetti “stati generali della sanità”, in vista di una nuova riforma dell’intero settore in Sardegna. In attesa del tavolo politico, in cui possibilmente ritagliare un ruolo certo e stabile a ospedale e servizi territoriali a Bosa, fra cittadini ed utenti il malumore appare sempre più palpabile.
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