Porcu (Onda rosa): MISURE INUTILI, NON SOSTENGONO LE VITTIME
di Stefania Vatieri
NUORO. Codice rosso: nella provincia barbaricina il trend è costante. Boom di segnalazioni in tutta Italia a tre mesi dall’approvazione della legge per maltrattamenti in famiglia, ma a Nuoro e...
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NUORO. Codice rosso: nella provincia barbaricina il trend è costante. Boom di segnalazioni in tutta Italia a tre mesi dall’approvazione della legge per maltrattamenti in famiglia, ma a Nuoro e provincia i dati sembrerebbero essere addirittura in calo. Un dato preoccupante che metterebbe in risalto la fragilità di un provvedimento che nel territorio nuorese fa acqua da tutte le parti. Dall’inizio dell’anno a fine ottobre le segnalazioni per maltrattamenti in famiglia sono state appena 67. Ottanta nel 2018 e qualcuna in più negli anni 2017 e 2016. Il questore di Nuoro Massimo Colucci parla di una situazione assolutamente nella norma e sotto controllo. «A differenza di altre città possiamo dire che dall’entrata in vigore della legge ad oggi la situazione è rimasta praticamente invariata – spiega Colucci –. I dati che si riferiscono a quest’anno sono parziali e a due mesi dalla fine del 2019 potrebbero allinearsi a quelli degli anni precedenti – sottolinea –. Da parte della Questura di Nuoro c’è un altro tipo di attenzione che riguarda la violenza domestica: si tratta di E.v.a, acronimo di esame violenze agite, una sorta di check lista di soggetti segnalati ai quali non è stato però possibile comminare alcuna sanzione, che al ripetersi della segnalazione vengono denunciati in automatico». Il 22 ottobre scorso è stato arrestato a Nuoro un maltrattante che aveva spaccato una bottiglia di vetro sulla testa dell’anziana madre. Ma cos’è il tanto decantato Codice rosso entrato in vigore lo scorso agosto? Si tratta di un provvedimento che dovrebbe tutelare le vittime di violenza domestica e di genere. Tra le principali novità, spicca la previsione di una corsia preferenziale per lo svolgimento delle indagini sui casi di violenza, che secondo la norma saranno più rapide e corrisponderanno a un inasprimento delle pene per reati commessi in contesti familiari o nell'ambito di rapporti di convivenza. Inoltre in caso di denuncia, la vittima dovrà essere ascoltata dal magistrato entro un massimo di tre giorni. Nel caso in cui venga accertata la violenza, il responsabile potrà essere condannato a una pena detentiva che va dai tre ai sette anni e che potrà essere aumentata fino alla metà se la violenza è avvenuta davanti ad un minore, a una persona con disabilità o a una donna incinta, oppure se l’aggressione è armata.
All’aumento delle pene per chi viene giudicato colpevole di stalking o di violenza sessuale si somma un nuovo reato per chi provoca la deformazione dell'aspetto della vittima, con lesioni permanenti al viso. Un provvedimento che secondo i centri antiviolenza non fornisce un adeguato supporto alle vittime e ne scoraggia in misura maggiore la denuncia. Al centro delle critiche ci sarebbero i famosi tre giorni entro il quale il pm deve ascoltare la donna che ha denunciato la violenza e la totale assenza di misure di sostegno per tutte quelle donne che invece non riescono a denunciare.
All’aumento delle pene per chi viene giudicato colpevole di stalking o di violenza sessuale si somma un nuovo reato per chi provoca la deformazione dell'aspetto della vittima, con lesioni permanenti al viso. Un provvedimento che secondo i centri antiviolenza non fornisce un adeguato supporto alle vittime e ne scoraggia in misura maggiore la denuncia. Al centro delle critiche ci sarebbero i famosi tre giorni entro il quale il pm deve ascoltare la donna che ha denunciato la violenza e la totale assenza di misure di sostegno per tutte quelle donne che invece non riescono a denunciare.
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