La Nuova Sardegna

Nuoro

Bosa ancora senza pediatri

Nasce un comitato di cittadini per il diritto alla salute

2 MINUTI DI LETTURA





BOSA. Niente soluzioni tampone: serve un concorso che assegni a tempo indeterminato la sede di Bosa. Sul pediatra di libera scelta il comitato di genitori, che si è recentemente costituito e conta già centinaia di adesioni, non cede di una virgola e si presenta battagliero e determinato. Piove sulla città del Temo, ma questa volta il detto interpretato dai più come fatalista – quando a Bosa piove i bosani lasciano piovere – non attacca, a sentire l’avanguardia di mamme del neo comitato. L’appoggio presente e futuro del sindacato Fsi-Usae c’è, ribadisce la segretaria regionale Beatrice Mura, mentre dal comune arriva via social il sostegno rispetto alle sentite esigenze di tante famiglie bosane. “Sopra tutto c’è la tutela della salute dei nostri figli, che deve essere garantita. E’ questa la assoluta priorità. Bosa non può restare per mesi senza pediatra o averne uno a scadenza” la radice della richiesta di una soluzione definitiva da parte dell’azienda unica regionale. Anche se evidentemente le difficoltà, logistiche ed economiche, delle famiglie un peso lo hanno in questa ennesima vicenda legata ai servizi sanitari della fascia centro occidentale dell’isola.

«Mio figlio ha tredici mesi e un problema di salute che si aggiunge alle visite periodiche per l’accrescimento. Non ci possiamo permettere di spendere ogni volta 80 euro per il consulto da un privato, senza contare che se prescrive medicinali dovremmo pagarceli di tasca nostra» racconta una madre. «Mio figlio ha quattro anni ed una tachicardia parossistica da tenere costantemente sotto controllo. Anche solo ottenere una impegnativa per una visita specialistica o un esame è da salti mortali, così non si può andare avanti» aggiunge un’altra mamma. C’è poi il problema delle possibili urgenze. «Bosa non ha un pronto soccorso pediatrico e la guardia medica non può intervenire in determinate situazioni. Questo significa dover affrontare un viaggio verso Oristano, Nuoro, Alghero o Sassari, quindi di fatto mobilitare l’intera famiglia. Magari per una diagnosi o cura che potrebbe fare un pediatra se presente in loco» un’altra questione. «Certo dopo i sei anni del bambino possiamo rivolgerci ai medici di base. Ma la presenza di un pediatra è comunque essenziale, perché è lo stesso medico che richiede l’intervento specialistico» un’altra considerazione. L’obiettivo del comitato è quindi chiaro, lampante: «L’Ats deve indire un concorso a tempo indeterminato, non ci sono ragioni perché questo non avvenga. È l’unico modo per rendere Bosa sede realmente appetibile ad uno specialista» l’istanza. «Nei prossimi giorni inviteremo il presidente della commissione sanitaria regionale per rendersi conto della situazione», dicono determinati dal comitato pro pediatra di Bosa. (a.f.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Maltempo

Meteo Giuliacci, ciclone in arrivo: piogge intense e temperature in picchiata

Le nostre iniziative