La Nuova Sardegna

Nuoro

Il Parkinson colpisce 600 malati nel Nuorese

di Francesco Pirisi

Sabato una conferenza per fare il punto sulla malattia, sulle cause che la scatenano e sulle terapie

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NUORO. Una conferenza sulla situazione della malattia e sulle terapie sarà al centro della giornata nazionale del Parkinson. L’appuntamento è per sabato 30 novembre, nella sala conferenze dell’ospedale San Francesco, a partire dalle 10. L’incontro prevede relazioni sulla fisioterapia, sulle posture corrette e disfunzioni a carico del linguaggio, ossia alcuni tra gli effetti di una malattia che colpisce il sistema nervoso. Temi affidati agli specialisti dell’Assl di Nuoro, Maria Barracca (direttore riabilitazione e residenze sanitarie), Battistina Salis (coordinatrice area riabilitazione), Mara Mingioni (logopedista) e la psicologa Loredana Sanna.

L’incontro è stato organizzato a beneficio dei malati e dei loro familiari. In provincia di Nuoro il Parkinson colpisce circa 600 persone. Per la maggior parte si tratta di pazienti ultasessantacinquenni, ma sono presenti anche individui di giovane età. I problemi maggiori sono a carico dell'apparato locomotore. La malattia ha tra gli effetti il tremore e la difficoltà nei movimenti, per via dei danni che determina nelle cellule nervose (neuroni). Tra le cause accertate la trasmissione genetica ed alcune componenti tossiche, presenti prima di tutto nell'ambiente. Sinora la ricerca è riuscita a rallentare lo sviluppo della malattia, affidando le cure al farmaco levodopa, che consente di rigenerare quella dopamine la cui mancanza è causa appunto della degenerazione delle cellule nervosa. Ma proprio negli ultimi anni è stato fatto molto affidamento su una droga, la cannabis, ottenuta dalla canapa indiana. Depurata delle sostanze nocive all’organismo, la cannabis è stata utilizzata anche da pazienti del Nuorese, con alcuni riscontri positivi: dal rallentamento del tremore e alla capacità da parte del malato di riconquistare una certo controllo nella deambulazione. L’altro fronte di cura è la fisioterapia, in grado di limitare l’arretramento delle funzioni motorie nei parkinsoniani. Ma i risultati più importanti sono ancora da centrare e la ricerca vi è impegnata quotidianamente. Prima di tutto per comprendere ancora più a fondo gli elementi scatenanti del Parkinson, così da trovare il giusto antidoto. A Nuoro gli ammalati sono stati affidati in questi anni ai medici della Neurologia.

La richiesta dell'associazione, espressa a più riprese dalla presidente Maria Grazia Mortara, è che si arrivi a un centro interdisciplinare, dove operino insieme neurologo, fisioterapista, psicologo, logopedista e nutrizionista. Il perché è scontato, ma l’associazione lo ribadisce: «Il lavoro in èquipe porta risultati migliori, sia sotto l’aspetto della conoscenza del malato, sia per quanto attiene alle risposte terapeutiche da dargli. I pazienti in questo modo evitano poi di dover andare nei vari reparti, per essere seguiti dai diversi specialisti».

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