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Il primo piano della scuola resta chiuso

Il primo piano della scuola resta chiuso

Bosa, la decisione della dirigente dopo la caduta di un pezzo del controsoffitto

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BOSA. Dopo la caduta di un pezzo del controsoffitto in cartongesso di un’aula della scuola primaria Scherer di Bosa, che ha costretto a 15 giorni di cure un’insegnante elementare, i genitori degli allievi chiedono all’amministrazione comunale risposte celeri sulla sicurezza e la salubrità degli ambienti dove i bambini frequentano le lezioni al mattino evitando le ore pomeridiane. Ieri infatti, considerato che l’utilizzo delle aule al primo piano è stato precluso per precauzione dalla dirigente scolastica, gli alunni di tre classi su cinque, invitati a frequentare le lezioni dalle 14 alle 19, non hanno fatto entrare i loro figli per protesta. La maggioranza dei genitori sembra però concordare su due principali richieste: che i solai vengano coibentati, le grondaie ripulite per evitare eventuali infiltrazioni che potrebbero causare danni al controsoffitto e, infine, rendere salubri gli spazi frequentati dai bambini. «Nei giorni scorsi erano state sistemate delle bacinelle per raccogliere in alcune aule le gocce d’acqua che cadevano dalla volta» dicono alcuni un genitori. «Ho fatto entrare mio figlio in classe perché ritengo giusto non fargli interrompere le lezioni – aggiunge una mamma – Ma sia chiaro che questo edificio deve essere messo in sicurezza. Lo abbiamo già chiesto al sindaco durante un incontro in Comune». «Ho un figlio che frequenta le lezioni al mattino e un altro adesso il pomeriggio – le ragioni di un genitore rimasto fuori dalla scuola insieme al figlio –. Conciliare questo con gli orari di lavoro familiari e anche con le esigenze extrascolastiche dei bambini non è tollerabile».

«Stiamo lavorando insieme al Comune per risolvere la situazione. Il mio primo dovere è garantire la sicurezza dei bambini e la continuità scolastica. Questa è una soluzione temporanea, si tratta di avere pazienza per un breve periodo» replica la dirigente scolastica Marinella Giorri alle richieste delle famiglie, raggruppate all’ingresso di via Canonico Puggioni. (al.fa.)

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