Consiglio in ritardo sulla trasparenza
Nessun componente dell’assemblea ha pubblicato il reddito La scadenza resta il 2 dicembre anche con il decreto crescita
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NUORO. Ogni anno, entro il 30 novembre, i componenti del consiglio e della giunta devono rendere pubblico il loro reddito in base all’ultima dichiarazione presentata insieme con la propria situazione patrimoniale. I componenti dell’assemblea cittadina generalmente se la prendano con calma, a parte rare eccezioni, e mettono i propri dati a disposizione della cittadinanza in discreto ritardo. È così anche quest’anno, anzi probabilmente è andata peggio di prima, se è vero che al momento nella pagina della “trasparenza” che il sito web del Comune dedica a queste comunicazioni non compare alcun dato aggiornato al 2019, a partire dallo stesso sindaco Andrea Soddu: i dati pubblicati fanno tutti riferimento alle dichiarazioni del 2018, che come è noto si basano su quanto percepito nel 2017.
Dagli uffici del Comune, interpellati sul caso, fanno notare correttamente che quest’anno il termine di legge del 30 novembre (fissato dal decreto sicurezza del 2013) slitta al 2 dicembre in quanto primo giorno lavorativo dopo oggi, sabato 30 appunto; ma non solo, perché il decreto crescita varato quest’anno dal governo ha spostato al 30 novembre il termine per la presentazione delle dichiarazioni tradizionalmente previsto entro il 30 settembre. È dunque probabile che da parte dell’ufficio trasparenza ci sarà un po’ di tolleranza verso i consiglieri comunali ritardatari, ma proprio ieri il presidente dell’assemblea Fabrizio Beccu ha invitato i colleghi ad adempiere all’obbligo.
Non resta che attendere qualche giorno per vedere quanto guadagnano sindaco, assessori e consiglieri comunali. Nel frattempo così gli uffici del settore trasparenza del Comune avranno tempo e modo di attualizzare l’elenco dei rappresentanti dei cittadini, che non viene aggiornato da tempo. Nella pagina dedicata all’obbligo di queste comunicazioni nel sito web del Comune infatti vengono ancora dati come componenti dell’assemblea civica consiglieri comunali che si sono dimessi (da Pierluigi Saiu a Salvatore Sulas), così come non si fa menzione dei subentrati (da Serafino Arru a Paolo Fadda).
Risponde invece alla realtà la composizione del consiglio comunale cittadino pubblicata nella pagina degli organi istituzionali, anche se viene indicata come “legislatura 2015-2020”. Forse sarebbe più corretto parlare di “mandato elettorale”, giacché il termine legislatura è riferibile solo agli organi istituzionali che hanno il potere di promulgare leggi, appunto, e dunque solo Camera, Senato e consigli regionali. (p.me.)
Dagli uffici del Comune, interpellati sul caso, fanno notare correttamente che quest’anno il termine di legge del 30 novembre (fissato dal decreto sicurezza del 2013) slitta al 2 dicembre in quanto primo giorno lavorativo dopo oggi, sabato 30 appunto; ma non solo, perché il decreto crescita varato quest’anno dal governo ha spostato al 30 novembre il termine per la presentazione delle dichiarazioni tradizionalmente previsto entro il 30 settembre. È dunque probabile che da parte dell’ufficio trasparenza ci sarà un po’ di tolleranza verso i consiglieri comunali ritardatari, ma proprio ieri il presidente dell’assemblea Fabrizio Beccu ha invitato i colleghi ad adempiere all’obbligo.
Non resta che attendere qualche giorno per vedere quanto guadagnano sindaco, assessori e consiglieri comunali. Nel frattempo così gli uffici del settore trasparenza del Comune avranno tempo e modo di attualizzare l’elenco dei rappresentanti dei cittadini, che non viene aggiornato da tempo. Nella pagina dedicata all’obbligo di queste comunicazioni nel sito web del Comune infatti vengono ancora dati come componenti dell’assemblea civica consiglieri comunali che si sono dimessi (da Pierluigi Saiu a Salvatore Sulas), così come non si fa menzione dei subentrati (da Serafino Arru a Paolo Fadda).
Risponde invece alla realtà la composizione del consiglio comunale cittadino pubblicata nella pagina degli organi istituzionali, anche se viene indicata come “legislatura 2015-2020”. Forse sarebbe più corretto parlare di “mandato elettorale”, giacché il termine legislatura è riferibile solo agli organi istituzionali che hanno il potere di promulgare leggi, appunto, e dunque solo Camera, Senato e consigli regionali. (p.me.)
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