«Dateci un pediatra per tutti i bimbi»
di Alessandro Farina
Bosa, l’appello e le proteste di genitori e sindacato: «Tante famiglie escluse»
2 MINUTI DI LETTURA
BOSA. La recente nomina a tempo determinato, dodici mesi, del pediatra di base dopo la selezione indetta dall’Ats nei giorni scorsi, non risolve tutti i problemi di bambini e genitori a Bosa. I nati tra la fine del 2018 e l’intero 2019 a quanto pare non possono accedere al servizio, ora garantito da una professionista arrivata a Bosa dopo l’ennesima interruzione avvenuta ad agosto di quest’anno del servizio, preceduta da lunghe settimane di attesa, a partire da agosto 2019, che ha materializzato non poche problematiche per centinaia di famiglie. La responsabile regionale del sindacato Fsi Usae, Beatrice Mura, lancia un appello alla politica perché intervenga su una normativa ritenuta penalizzante e anacronistica. Il comitato Pro Pediatra, costituitosi nei giorni scorsi, dissotterra invece l’ascia di guerra, e si prepara a discutere eventuali nuove azioni per cercare di smuovere le istituzioni a trovare una soluzione efficace. «Fateci questo regalo di Natale – l’appello dello Fsi Usae in calce ad una nota, rivolto alla classe politica regionale – In questo momento il servizio di pediatria di base non è completo, garantisce prestazioni sanitarie minime essenziali solo ad una parte della popolazione pediatrica, che tocca una fascia d’età dal primo giorno di vita fino ai 14 anni». «Per una normativa che ha dell’incredibile, chi è stato sfortunato a nascere a fine 2018 e per tutto il 2019, non ha diritto all’assistenza nel proprio paese nativo. Questo non si può accettare» la questione sul tappeto. Con una buona fetta di bambini, e genitori, punto e a capo nel dover trovare un’altra soluzione: di fatto l’iscrizione ad un pediatra di altro comune o territorio per diagnosi e cure, ricette, certificati, visite di routine e urgenze. Con problemi logistici, di viaggio, di spese ancora da iscrivere alla lista delle incombenze quotidiane di una famiglia con bambini. La responsabile regionale dello Fsi Usae chiede quindi una soluzione politica là dove quelle burocratiche si devono fermare volente o nolente per seguire la normativa in vigore. «Una mano per risolvere questo grave problema che crea ingiustizia sociale» scrive Beatrice Mura, nella speranza di un si che raggiunga risultata concreti e in tempi rapidi visto il delicato argomento.
Il sindacato poi assicura che «Continueremo a lottare. Ci appelleremo in ogni sede, dovessimo arrivare alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo» se non bastasse il richiamo alle norme costituzionali italiane in tema di diritto alla salute. Il comitato Pro Pediatra nel frattempo rialza la guardia. Con una nuova assemblea in programma agli inizi della prossima settimana.
Il sindacato poi assicura che «Continueremo a lottare. Ci appelleremo in ogni sede, dovessimo arrivare alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo» se non bastasse il richiamo alle norme costituzionali italiane in tema di diritto alla salute. Il comitato Pro Pediatra nel frattempo rialza la guardia. Con una nuova assemblea in programma agli inizi della prossima settimana.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
