Aeroporto, si riaccendono le speranze per lo scalo
di Lamberto Cugudda
Consorzio industriale e AliArbatax al lavoro dopo il contratto con il Distretto Il sindaco Cannas: «Bisogna puntare a riaprirlo per l’aviazione generale»
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TORTOLÌ. Si riaccende la speranza rispetto a una possibile riapertura, in tempi non lunghi, dell’aeroporto tortoliese a distanza di oltre otto anni dalla sua chiusura. A ridare fiato a quanti puntano su questa importante “porta” ogliastrina verso la Penisola e l’Europa, è stata la dichiarazione rilasciata lunedì alla Nuova Sardegna dal presidente del Consorzio industriale provinciale Ogliastra (socio unico di AliArbatax spa in liquidazione, proprietaria dello scalo aereo), Matteo Frate. «Abbiamo già chiuso un contratto con il Distretto aerospaziale della Sardegna (Dass) – ha dichiarato Frate – e continuiamo a lavorare per risanare AliArbatax e potere riaprire lo scalo».
A lavorare senza sosta è anche il liquidatore dell’AliArbatax spa, l’avvocato Stefano Monni. Con il Dass è stato firmato un contratto per tre anni, per 200mila euro l’anno, con utilizzo non esclusivo (dallo s esso Dass) in modo che lo scalo possa essere utilizzato anche per l’aviazione generale. «Occorre continuare a impegnarsi – ha rimarcato ieri pomeriggio il sindaco Massimo Cannas – e così come ho detto più volte, si deve portare avanti ogni trattativa, seguendo le procedure di legge, per potere riuscire a rompere questo pesante “stallo” che dura da più di otto anni, e in maniera ininterrotta, per il nostro scalo. Si deve proseguire con la ricerca di un imprenditore (o di un gruppo) che riesca a presentare un piano industriale di rilancio aeroportuale, con precise garanzie finanziarie».
Considerata la situazione attuale, per il primo cittadino come minimo, si deve puntare a riaprire lo scalo per l’aviazione generale: «Che significa voli con aerei fino a nove posti, aerotaxi, scuola di volo, di paracadutismo, e altro». Per il capogruppo consiliare comunale di opposizione, Mimmo Lerede – era sindaco l’ultimo anno in cui lo scalo aprì, nel 2011, solo per due mesi: dall’8 agosto fino al 10 ottobre, in mini continuità territoriale e con pochi voli – non è più tempo di parole. «Il sindaco Cannas – ha sottolineato – che guida, con la sua maggioranza, Tortolì-Arbatax da sei anni, deve dare risposte certe. Cosa è stato fatto di reale per giungere a una riapertura dell’aeroporto? Lo spieghi a tutta la comu nità».
A lavorare senza sosta è anche il liquidatore dell’AliArbatax spa, l’avvocato Stefano Monni. Con il Dass è stato firmato un contratto per tre anni, per 200mila euro l’anno, con utilizzo non esclusivo (dallo s esso Dass) in modo che lo scalo possa essere utilizzato anche per l’aviazione generale. «Occorre continuare a impegnarsi – ha rimarcato ieri pomeriggio il sindaco Massimo Cannas – e così come ho detto più volte, si deve portare avanti ogni trattativa, seguendo le procedure di legge, per potere riuscire a rompere questo pesante “stallo” che dura da più di otto anni, e in maniera ininterrotta, per il nostro scalo. Si deve proseguire con la ricerca di un imprenditore (o di un gruppo) che riesca a presentare un piano industriale di rilancio aeroportuale, con precise garanzie finanziarie».
Considerata la situazione attuale, per il primo cittadino come minimo, si deve puntare a riaprire lo scalo per l’aviazione generale: «Che significa voli con aerei fino a nove posti, aerotaxi, scuola di volo, di paracadutismo, e altro». Per il capogruppo consiliare comunale di opposizione, Mimmo Lerede – era sindaco l’ultimo anno in cui lo scalo aprì, nel 2011, solo per due mesi: dall’8 agosto fino al 10 ottobre, in mini continuità territoriale e con pochi voli – non è più tempo di parole. «Il sindaco Cannas – ha sottolineato – che guida, con la sua maggioranza, Tortolì-Arbatax da sei anni, deve dare risposte certe. Cosa è stato fatto di reale per giungere a una riapertura dell’aeroporto? Lo spieghi a tutta la comu nità».
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