Comune, domani seduta sul bilancio
di Francesco Pirisi
Il Consiglio si riunisce dopo la riunione andata deserta. Si discute anche dei debiti
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NUORO. Torna a riunirsi domani mattina il consiglio comunale, dopo la seduta di una settimana fa andata deserta per assenza del numero legale. Quella era la riunione per dibattere sui mali della motorizzazione civile, che da anni funziona a singhiozzo, con molti disagi per l'utenza.
Nella nuova convocazione (giovedì, ultimo appello è fissato alle ore 17) si cambia registro. Al centro della seduta ci sarà l’approvazione del bilancio consolidato.
Si tratta del documento finanziario che riunisce i conti specifici del Comune capoluogo e quelli delle società di proprietà ed organismi collegati a esso.
Tra i primi l’Atp (l’azienda dei trasporti pubblici) ed E-Comune, la società per la raccolta e il trasporto dei rifiuti urbani, che ha iniziato l'attività a gennaio del 2019. La restante parte dei punti all'esame dell'assemblea civica è costituita dal riconoscimento di alcuni debiti fuori bilancio. Per lo più pendenze economiche maturate con recenti sentenze dei giudici, sia per espropri non pagati secondo i prezzi di mercato (che sono mutati nel corso degli anni), sia relativi a diversi indennizzi in seguito a incidenti stradali, nei quali è ricaduta sull'ente municipale la colpa per via delle cattive condizioni dell'asse stradale.
Tutto questo domani mattina, dunque, compresa la delibera relativa all'allineamento dei prospetti dello stato patrimoniale e del contobeconomico per l'esercizio finanziario 2018.
Non è tuttavia cancellato dall’agenda dell'amministrazione guidata dal sindaco Andrea Soddu il confronto sulla motorizzazione civile. Se ne parlerà sempre nell'assemblea civica, da riunire in seconda convocazione.
La seduta che è saltata giovedì scorso è stata segnata da strascichi polemici, tra le due opposte fazioni consiliari, consumatisi nel momento in cui gli esponenti dei vari gruppi lasciavano l’aula, dopo il nulla di fatto.
La coalizione di governo del comune indispettita per il fatto che da parte delle opposizioni non c'era la stata la disponibilitàad aggiungere i propri numeri per colmare qualche vuoto nei suoi banchi.
I gruppi di minoranza, tenutisi a distanza dall’aula, hanno contrapposto ragioni di tipo squisitamente politico: «Non è compito nostro garantire i numeri consiliari».
Nella nuova convocazione (giovedì, ultimo appello è fissato alle ore 17) si cambia registro. Al centro della seduta ci sarà l’approvazione del bilancio consolidato.
Si tratta del documento finanziario che riunisce i conti specifici del Comune capoluogo e quelli delle società di proprietà ed organismi collegati a esso.
Tra i primi l’Atp (l’azienda dei trasporti pubblici) ed E-Comune, la società per la raccolta e il trasporto dei rifiuti urbani, che ha iniziato l'attività a gennaio del 2019. La restante parte dei punti all'esame dell'assemblea civica è costituita dal riconoscimento di alcuni debiti fuori bilancio. Per lo più pendenze economiche maturate con recenti sentenze dei giudici, sia per espropri non pagati secondo i prezzi di mercato (che sono mutati nel corso degli anni), sia relativi a diversi indennizzi in seguito a incidenti stradali, nei quali è ricaduta sull'ente municipale la colpa per via delle cattive condizioni dell'asse stradale.
Tutto questo domani mattina, dunque, compresa la delibera relativa all'allineamento dei prospetti dello stato patrimoniale e del contobeconomico per l'esercizio finanziario 2018.
Non è tuttavia cancellato dall’agenda dell'amministrazione guidata dal sindaco Andrea Soddu il confronto sulla motorizzazione civile. Se ne parlerà sempre nell'assemblea civica, da riunire in seconda convocazione.
La seduta che è saltata giovedì scorso è stata segnata da strascichi polemici, tra le due opposte fazioni consiliari, consumatisi nel momento in cui gli esponenti dei vari gruppi lasciavano l’aula, dopo il nulla di fatto.
La coalizione di governo del comune indispettita per il fatto che da parte delle opposizioni non c'era la stata la disponibilitàad aggiungere i propri numeri per colmare qualche vuoto nei suoi banchi.
I gruppi di minoranza, tenutisi a distanza dall’aula, hanno contrapposto ragioni di tipo squisitamente politico: «Non è compito nostro garantire i numeri consiliari».
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