Mammografo inutilizzato scoppia il caso a Macomer
di Alessandra Porcu
La presidente della conferenza socio-sanitaria, Cadeddu, solleva la questione «L’Assl ci dica per quale ragione l’apparecchiatura 3d salva-vita è ferma al palo»
2 MINUTI DI LETTURA
MACOMER. Da oltre un anno il mammografo 3D giace nei magazzini della Assl di Nuoro. E pensare che se venisse utilizzato, sarebbe in grado di garantire una diagnosi precoce del tumore al seno più precisa rispetto a quella formulata con un macchinario tradizionale. Il margine di errore si ridurrebbe del 40 per cento. Tutto merito della tomosintesi, tecnologia digitale che mostra un’immagine tridimensionale della mammella, consentendone lo studio stratigrafico.
«Al momento non è ancora chiara – tuona la presidente della conferenza territoriale socio sanitaria di Nuoro, Silvia Cadeddu – la ragione per cui l'apparecchiatura “salvavita” di ultima generazione sia ferma al palo, quando invece potrebbe essere messa a disposizione del poliambulatorio di Macomer. A quanto pare, ci sarebbero dei cavilli burocratici. Di sicuro c'è solo l'insostenibilità di una situazione che oramai perdura da troppo tempo. Nel 2018 ho sollevato il problema, sottoponendolo all’attenzione del direttore dell’Area socio sanitaria locale di Nuoro, Grazia Cattina – spiega Silvia Cadeddu – Da allora, però, niente è cambiato. Tre mesi fa, ho messo al corrente anche il commissario straordinario dell’Azienda per la tutela della salute della Sardegna, Giorgio Steri. Purtroppo anche in questo caso il mio appello sembra essere caduto nel vuoto. Il distretto sanitario macomerese avrebbe estrema necessità del mammografo 3D. Il bacino dell'utenza è ampio. Ci sono pazienti che arrivano persino da altre province dell'isola. È inaccettabile che le donne del Marghine si vedano negato il diritto a sottoporsi a esami più accurati e precisi. Non tutte – sottolinea la presidente Silvia Cadeddu – hanno la possibilità di recarsi al San Francesco di Nuoro per effettuare l’esame al seno tridimensionale. Chiedo a nome di tutte loro, che il mammografo digitale venga concesso in dotazione, nel minor tempo possibile, al poliambulatorio di Macomer dove il personale medico è altamente specializzato. I radiologi sono molti preparati e, grazie a tecnologie all'avanguardia, potrebbero svolgere ancora meglio il loro lavoro. La prevenzione – rincara la dose Silvia Cadeddu – salva vite umane. Per questo è necessario, oltre che doveroso, scoprire precocemente il tumore. Così facendo si possono somministrare terapie mirate, capaci di sconfiggere il cancro o almeno di tenerlo sotto controllo. Uno Stato può definirsi “civile” – conclude la presidente della conferenza territoriale socio sanitaria di Nuoro – solo se assicura la medicina di prossimità con trattamenti e macchinari adeguati». E a proposito di profilassi, a novembre sono ripartiti gli screening per il tumore al seno. Erano fermi da oltre un anno.
«Al momento non è ancora chiara – tuona la presidente della conferenza territoriale socio sanitaria di Nuoro, Silvia Cadeddu – la ragione per cui l'apparecchiatura “salvavita” di ultima generazione sia ferma al palo, quando invece potrebbe essere messa a disposizione del poliambulatorio di Macomer. A quanto pare, ci sarebbero dei cavilli burocratici. Di sicuro c'è solo l'insostenibilità di una situazione che oramai perdura da troppo tempo. Nel 2018 ho sollevato il problema, sottoponendolo all’attenzione del direttore dell’Area socio sanitaria locale di Nuoro, Grazia Cattina – spiega Silvia Cadeddu – Da allora, però, niente è cambiato. Tre mesi fa, ho messo al corrente anche il commissario straordinario dell’Azienda per la tutela della salute della Sardegna, Giorgio Steri. Purtroppo anche in questo caso il mio appello sembra essere caduto nel vuoto. Il distretto sanitario macomerese avrebbe estrema necessità del mammografo 3D. Il bacino dell'utenza è ampio. Ci sono pazienti che arrivano persino da altre province dell'isola. È inaccettabile che le donne del Marghine si vedano negato il diritto a sottoporsi a esami più accurati e precisi. Non tutte – sottolinea la presidente Silvia Cadeddu – hanno la possibilità di recarsi al San Francesco di Nuoro per effettuare l’esame al seno tridimensionale. Chiedo a nome di tutte loro, che il mammografo digitale venga concesso in dotazione, nel minor tempo possibile, al poliambulatorio di Macomer dove il personale medico è altamente specializzato. I radiologi sono molti preparati e, grazie a tecnologie all'avanguardia, potrebbero svolgere ancora meglio il loro lavoro. La prevenzione – rincara la dose Silvia Cadeddu – salva vite umane. Per questo è necessario, oltre che doveroso, scoprire precocemente il tumore. Così facendo si possono somministrare terapie mirate, capaci di sconfiggere il cancro o almeno di tenerlo sotto controllo. Uno Stato può definirsi “civile” – conclude la presidente della conferenza territoriale socio sanitaria di Nuoro – solo se assicura la medicina di prossimità con trattamenti e macchinari adeguati». E a proposito di profilassi, a novembre sono ripartiti gli screening per il tumore al seno. Erano fermi da oltre un anno.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
