Morte in ospedale, il perito: «Nessuna colpa dei sanitari»
di Valeria Gianoglio
Il paziente era deceduto per una embolia conseguente a una trombosi Ieri dal gip sono stati sentiti i medici legali. Ora la palla torna alla Procura
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NUORO. Per l’anatomopatologo Vindice Mingioni – il perito nominato dal gip Claudio Cozzella – non ci sono dubbi: «Non è possibile affermare che la trombosi venosa e la conseguente embolia polmonare che hanno determinato il decesso di Nazario Soro siano eziologicamente riconducibili all’intervento chirurgico di parotidectomia sovracarenale destra cui il paziente è stato sottoposto in data 8 febbraio 2016». In altri termini, per l’esperto incaricato dal giudice, nella morte del pensionato di Orgosolo, i medici non hanno avuto alcuna colpa, né commesso alcuna negligenza.
Né, ha aggiunto Mingioni ieri mattina durante la sua audizione nel corso di un incidente probatorio, «nell’omessa adozione di misure di profilassi anti-trombolica», è ravvisabile «alcun profilo di colpa, tantomeno omissiva», perché, spiega ancora il professionista, «all’epoca dei fatti non vi erano raccomandazioni forti intema di profilassi del Tev». Di parere decisamente diverso, invece, è stato il consulente della parte civile, per i familiari di Soro, rappresentati dall’avvocato Pasquale Ramazzotti: per il professionista di medicina legale, nella morte di Soro, le colpe dei professionisti del San Francesco, invece, ci sono state eccome.
Certo è che da adesso in poi, la palla, in questa delicata vicenda medico-legale, passa di nuovo alla Procura: dopo l’audizione del perito e dei consulenti di parte, infatti, il gip Claudio Cozzella ha chiuso l’incidente probatorio e ha consegnato tutti gli atti relativi al pubblico ministero Riccardo Belfiori. Sarà quest’ultimo, adesso, sulla base delle risultanze delle analisi medico-legali, a decidere se chiedere l’archiviazione degli indagati, o se invece formulare per loro una richiesta di rinvio a giudizio. I professionisti dell’ospedale San Francesco che la Procura ha iscritto sul registro degli indagati sono quindici, tra medici e infermieri del reparto di Otorino, Radiologia e Ortopedia che, in diverse fasi, avevano gestito, seguito, e sottoposto a due interventi chirurgici, il paziente Nazario Soro: Giuseppa Congiu, Carlo Pelagatti, Francesco Deiana, Antonello Vedele, Roberta Guiso, Antonio Delogu, Mauro Cau, Cristina Sannia, Andreina Fadda, Sandro Zunnui, Manuela Puddighinu, Sebastiano Ladu, Pietro Zedde, Pier Luigi Pittalis e Pasquale Cudoni.
Per il perito del gip, dunque, nelle condotte dei professionisti del San Francesco non c’è stata alcuna negligenza, colpa o omissione nel gestire la delicata vicenda clinica di Soro. E non c’è stata nemmeno nell’ultima fase: ovvero «riguardo alla decisione di sottoporre Nazario Soro, il 15 febbraio 2016, all’intervento chirurgico di osteosintesi della frattura femorale».
Né, ha aggiunto Mingioni ieri mattina durante la sua audizione nel corso di un incidente probatorio, «nell’omessa adozione di misure di profilassi anti-trombolica», è ravvisabile «alcun profilo di colpa, tantomeno omissiva», perché, spiega ancora il professionista, «all’epoca dei fatti non vi erano raccomandazioni forti intema di profilassi del Tev». Di parere decisamente diverso, invece, è stato il consulente della parte civile, per i familiari di Soro, rappresentati dall’avvocato Pasquale Ramazzotti: per il professionista di medicina legale, nella morte di Soro, le colpe dei professionisti del San Francesco, invece, ci sono state eccome.
Certo è che da adesso in poi, la palla, in questa delicata vicenda medico-legale, passa di nuovo alla Procura: dopo l’audizione del perito e dei consulenti di parte, infatti, il gip Claudio Cozzella ha chiuso l’incidente probatorio e ha consegnato tutti gli atti relativi al pubblico ministero Riccardo Belfiori. Sarà quest’ultimo, adesso, sulla base delle risultanze delle analisi medico-legali, a decidere se chiedere l’archiviazione degli indagati, o se invece formulare per loro una richiesta di rinvio a giudizio. I professionisti dell’ospedale San Francesco che la Procura ha iscritto sul registro degli indagati sono quindici, tra medici e infermieri del reparto di Otorino, Radiologia e Ortopedia che, in diverse fasi, avevano gestito, seguito, e sottoposto a due interventi chirurgici, il paziente Nazario Soro: Giuseppa Congiu, Carlo Pelagatti, Francesco Deiana, Antonello Vedele, Roberta Guiso, Antonio Delogu, Mauro Cau, Cristina Sannia, Andreina Fadda, Sandro Zunnui, Manuela Puddighinu, Sebastiano Ladu, Pietro Zedde, Pier Luigi Pittalis e Pasquale Cudoni.
Per il perito del gip, dunque, nelle condotte dei professionisti del San Francesco non c’è stata alcuna negligenza, colpa o omissione nel gestire la delicata vicenda clinica di Soro. E non c’è stata nemmeno nell’ultima fase: ovvero «riguardo alla decisione di sottoporre Nazario Soro, il 15 febbraio 2016, all’intervento chirurgico di osteosintesi della frattura femorale».
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