La Nuova Sardegna

Nuoro

Bitti ha ricordato Vittorio Sella

Incontro dedicato alla figura del poeta e giornalista scomparso un anno fa

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BITTI. Il salone parrocchiale ha ospitato il ricordo di Vittorio Sella poeta e giornalista bittese, trapiantato a Siniscola, scomparso un anno fa all'età di 71 anni. Dopo i saluti dell'assessore comunale alla Cultura Ivana Bandinu che ha ringraziato, oltre il pubblico, il comune di Siniscola e l'Unione dei comuni del Montalbo-Servizio lingua e cultura, per averla coinvolta nell'incontro “Ammentanne a Vitòriu”. Diego Asproni, coordinatore della serata, ha parlato delle opere di Sella e del contenuto nato dallo studio meticoloso e dall'osservazione sul campo, e introdotto un video dedicato a Vittorio, realizzato da Angelo Canu dell'Ufficio della lingua sarda, dove la sorella Luisa ha parlato, con esempi nell'ambito familiare, della meticolosità e rispetto verso tutti richiamando la quotidianità e del contatto con la natura, la montagna e il mare, dove trovava spazio alla sua dimensione di libero pensatore e attento osservatore. L'assessore Bandinu ha letto poesie di Vittorio (Gramsci, Donne in scialli neri, Occhi e parole) cantate e musicate da Ennio Santaniello. Diego Asproni, Giacomo Mameli, Bustianu Cumpostu e Antonello Pipere hanno sviscerato le sue opere, nate dall'osservazione, approfodendo “sa connoschenzia”, da cronista, l'esigenza della ricerca e dello scrivere. L'impegno culturale di Vittorio è legato al sacrificio e al lavoro. La sua cultura rientra nel filone illuminista, laico, punto di partenza e di arrivo. In particolare Giacomo Mameli ha rivisitato l'idea di Sardegna che Vittorio ha lasciato e criticato il potere politico laddove c'è stato disinteresse. Una Sardegna che non sia spopolata, dove non vi siano “Trampas”, illusioni, ma concretezza e possibilità di sviluppo. E giù le lotte civili, riflettendo senza un progetto industriale, se non c'è lavoro i paesi si spopolano. Le cifre parlano da sole: Bitti dal 1981, in 10 anni, ha perso mille abitanti. Per Diego Carru «la lezione di Vittorio deve continuare» , nel segno della conoscenza. In chiusura il ricordo di Giovanni Cumpostu e il telegramma della bibliotecaria di Siniscola Caterina Coronas su questa figura mai banale. (b.a.)

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