Il mistero fatto immagine in mostra l’arte religiosa
di Claudia Carta
Lanusei, da oggi al Mud (Museo diocesano Ogliastra) una ricca esposizione Quaranta icone russe testimoniano la fede dal Settecento ai giorni nostri
3 MINUTI DI LETTURA
LANUSEI. C’è da perdersi nell'intreccio senza tempo che le antiche icone russe sono in grado di offrire. Da oggi al Mud (Museo diocesano d’Ogliastra) di via Roma a Lanusei, l’esposizione con inaugurazione ufficiale prevista per le ore 19, alle presenza del vescovo Antonello Mura. Intrecci di temi, all'interno di un percorso unitario, “Il mistero fatto immagine”, che si fa in quattro per arrivare agli occhi di chi, di tavola in tavola, segue lo scorrere dei secoli, delle scuole e delle culture, a partire dal Settecento: si va così da “Il Cristo e la Trinità” a “La Madre di Dio”, proseguendo con “I Santi e i miracoli” per poi giungere a “Le feste ortodosse”. Intrecci di tecniche e materiali. E spiega bene Anna d’Andrea – attenta conoscitrice della galleria d’arte dell’antiquario Carlo Maria Biagiarelli, da cui proviene la selezione iconografica di quaranta opere –: «Anche la complessa preparazione della tavola rispondeva a esigenze non solo tecniche, ma spirituali e rituali: la scelta del legno, la levigatura, gli strati di gesso o polvere di alabastro, incollati gli uni sugli altri e spesso sovrapposti a una tela di lino, l’uso del tuorlo d’uovo per l’amalgama dei colori, le lamine d’oro distese sul fondo. Tutti questi passaggi scandivano la fatica dell’artigiano e la meditazione del mistico, il tempo delle opere e della preghiera. Tutto ha un significato simbolico».
Così, fanno da oggi bella mostra di sé, fra gli altri, il “Mandilion”, termine greco di origine araba che significa “lenzuolo”, il panno di lino su cui il Cristo avrebbe impresso le fattezze del proprio volto, prima icona, oggetto di venerazione da parte dei credenti. O il “Pantocrator” (Onnipotente): in piedi, o seduto in trono, il Cristo frontale benedice con la destra e regge il Vangelo con la sinistra. Ancora, la Vergine Maria con il Bambino, dal V secolo l’icona più rappresentata di qualsiasi altro soggetto, con la tradizione che assegna le prime due immagini della Madre di Dio all'evangelista Luca. E poi i Santi, i quali, contrariamente all'arte occidentale, presentano ben pochi emblemi simbolici. Infine, le feste in onore degli avvenimenti della vita di Cristo e di sua Madre.
In collaborazione con Biagiarelli – il quale a partire dai primi anni Ottanta ha aperto nello storico Palazzo Capranica, a Roma, la sua galleria d’arte, poi divenuto autentico cenacolo culturale, ricco di proposte originali e di pregio assoluto – la mostra è realizzata dalla Diocesi di Lanusei, a cura di Don Ignazio Ferreli, responsabile dell’ufficio diocesano per i Beni culturali. Resterà aperta fino al 30 maggio 2020 e sarà visitabile il martedì e il giovedì, dalle 10 alle 12, il venerdì dalle 17 alle 19; per le visite guidate e fuori orario contattare il numero: 0782 482044 (Roberto).
Così, fanno da oggi bella mostra di sé, fra gli altri, il “Mandilion”, termine greco di origine araba che significa “lenzuolo”, il panno di lino su cui il Cristo avrebbe impresso le fattezze del proprio volto, prima icona, oggetto di venerazione da parte dei credenti. O il “Pantocrator” (Onnipotente): in piedi, o seduto in trono, il Cristo frontale benedice con la destra e regge il Vangelo con la sinistra. Ancora, la Vergine Maria con il Bambino, dal V secolo l’icona più rappresentata di qualsiasi altro soggetto, con la tradizione che assegna le prime due immagini della Madre di Dio all'evangelista Luca. E poi i Santi, i quali, contrariamente all'arte occidentale, presentano ben pochi emblemi simbolici. Infine, le feste in onore degli avvenimenti della vita di Cristo e di sua Madre.
In collaborazione con Biagiarelli – il quale a partire dai primi anni Ottanta ha aperto nello storico Palazzo Capranica, a Roma, la sua galleria d’arte, poi divenuto autentico cenacolo culturale, ricco di proposte originali e di pregio assoluto – la mostra è realizzata dalla Diocesi di Lanusei, a cura di Don Ignazio Ferreli, responsabile dell’ufficio diocesano per i Beni culturali. Resterà aperta fino al 30 maggio 2020 e sarà visitabile il martedì e il giovedì, dalle 10 alle 12, il venerdì dalle 17 alle 19; per le visite guidate e fuori orario contattare il numero: 0782 482044 (Roberto).
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
