La Nuova Sardegna

Nuoro

Siniscola, mortale sulla Sp3 i Tancale lanciano l’appello

di Kety Sanna
Siniscola, mortale sulla Sp3 i Tancale lanciano l’appello

A 9 mesi dalla morte di Emanuele le parole di speranza dei genitori del 18enne «Educhiamo i nostri figli al coraggio di dire la verità e al rispetto della vita»

3 MINUTI DI LETTURA





INVIATO A SINISCOLA. «Accettiamo il pronunciamento del giudice ma non crediamo nel rimorso che questo giovane dice di vivere. Nulla potrà ridarci indietro Emanuele». Antonella e Gianfranco Tancale, i genitori del 18enne siniscolese travolto e ucciso da un’auto la notte del 10 marzo scorso lungo la Sp 3, mentre rientrava a casa a piedi dopo una festa in maschera, a pochi giorni dalla sentenza di condanna a due anni nei confronti di Andrea Farris, accusato di omicidio stradale che ha scelto la via del patteggiamento, chiedono rispetto del loro dolore. Per quella tragedia immane che ha stravolto le loro vite. Nella cucina al primo piano dell’abitazione in pieno centro a Siniscola, mamma Antonella fatica a spiegare cosa sia la loro vita da quella maledetta notte. A fianco a lei, il marito in silenzio piange inconsolabile il figlio che non c’è più. Ogni angolo di quella casa parla di Emanuele. Un primo piano del giovane sorridente guarda proprio verso la cucina ed è come che sia lì. I fratelli più piccoli parlano di lui al presente. A distanza di mesi la perdita continua ad essere inaccettabile. Così nel cercare di continuare a vivere, mamma Antonella e babbo Gianfranco vogliono tentare di trovare nella loro tragedia un messaggio positivo, costruttivo e fare in modo che una morte così ingiusta non resti inutile. «Emanuele era un ragazzo speciale – dice la donna – studiava ma prima di andare a scuola come tutti i suoi coetanei, si alzava alle 4 del mattino per aiutare il padre nell’azienda di famiglia. Amava la campagna, le tradizioni... era figlio di questa terra e ne andava orgoglioso. Era un punto di riferimento per noi ma soprattutto per i suoi amici. Sapeva divertirsi ma aveva un forte senso del dovere e del rispetto delle regole. Ed è per questo – aggiunge – che rivolgendoci ai tanti giovani come lui, chiediamo che inizino a rispettare la loro vita e quella degli altri. Vogliamo parlare ai genitori che come noi hanno figli: educhiamoli a rendersi conto delle proprie azioni e a farsi carico delle loro conseguenze. Coprirli non li aiuta. Il nostro vuole essere un messaggio di riflessione in un momento particolare come questo. Emanuele aveva un cuore grande e vogliamo pensare che la sua morte non sia stata inutile». E non sarà che così: la tragedia che ha colpito la famiglia Tancale ha portato l’attenzione dei politici su una strada pericolosa che da tempo si sarebbe dovuta sistemare. Il caso era approdato anche in Parlamento: «La strada provinciale 3 è in abbandono – aveva detto in aula il senatore Emiliano Fenu (M5S) – a causa dei tagli delle risorse alle Province». In questi mesi qualcosa si è fatta, qualche lavoro è stato eseguito. «A noi adulti – concludono Antonella e Gianfranco Tancale – il compito di scuotere le coscienze dei nostri figli perché crescano persone serie e responsabili e, sempre e comunque, con il coraggio di dire la verità».



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Il provvedimento

Abusi edilizi e scarichi irregolari: chiuso il ristorante “Sapore di mare”, ex Chicca Piperita

di Argentino Tellini
Le nostre iniziative