«Lollove sarà un borgo “detox”»
di Valeria Gianoglio
Dalle Cortes di Natale ai piani per il 2020: la frazione di Nuoro rivive grazie ai giovani e ai 13 residenti
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LOLLOVE. Presepe, cori, musica ed elfi, in realtà, sono solo una scusa. Il pretesto pre-natalizio per mostrare a tutti ciò che le viuzze dell’unica frazione di Nuoro potrebbero diventare per tutto l’anno. «Qui a Lollove – dice, infatti, Simone Ciferni, giovane imprenditore nuorese tra gli organizzatori dell’evento – il progetto è quello di far diventare il borgo una sorta di meta “detox”, dove ci si potrà ritemprare, dimenticare gli affanni del mondo, e trascorrere bei momenti in tutte le stagioni, non solo in occasione di singoli eventi come quello di oggi: “Il borgo presepe” con hobbisti, giochi per i bambini, musica e tante iniziative».
Tira forte maestrale, ieri mattina, tra i ciottoli antichi, e le casette di Lollove profumano di caffettiere appena tolte dal fuoco, pane fresco, biscotti sardi e tante idee per far rivivere il piccolo borgo ogni singolo giorno del nuovo anno. Per capire quanti siano gli attuali residenti basta contare le buche delle lettere – di un rosso scolorito dal tempo – che stanno all’ingresso della frazione tanto cara ai nuoresi: sono 13, 14 se si conta anche quella riservata alla parrocchia. In ognuna, incisa con la punta di una penna, si leggono i cognomi dei lollovesi per 365 giorni all’anno: i Gusai, Puggioni, Biosa, e non solo. E qualcuno, giusto per scansare eventuali omonimie, ha voluto incidere anche il suo secondo nome: “Bernardino”.
E sono proprio loro, gli abitanti della frazione a pochi chilometri dal capoluogo barbaricino, con il supporto del Comune di Nuoro, che ieri, per tutto il giorno, hanno aperto le loro case e tanti ricordi di famiglia per accogliere i turisti e le presenze all’evento “Il borgo presepe”. Un’intera giornata tra le creazioni degli hobbisti, i giochi gonfiabili per i bambini in tema natalizio, cori e musica, il presepe vivente. Ma il vero grande protagonista, in realtà, come sempre è il paese e lo avvertono gli stessi espositori.
«Qui è bello perché siamo fuori dal mondo, perché si respira un’aria unica, perché c’è il senso della comunità – spiega, infatti, Michela Virde mentre, nella casa di una storica lollovese come tzia Gavina, mostra a qualche curioso i lavori che realizza con tanta maestria utilizzando la stoffa dei costumi sardi – è da dieci anni che vengo qui a esporre i miei lavori e ci torno sempre volentieri».
Anche Tonina Carta, nuorese dalle mani d’oro, a Lollove è di casa e sempre con tanto piacere. «Oggi espongo qui un pane di semola speciale, che dura a lungo, e che ha anche una funzione decorativa – racconta, facendo entrare alcuni turisti nella casa gentilmente messa a disposizione dalla nuorese Annamaria Cicalò – ma la cosa più bella è stare a Lollove. Dovrebbe davvero diventare una meta quattro stagioni». «Lollove è un luogo magico – dice anche Sara Lostia, responsabile dell’associazione “All’arrembaggio animazione Nuoro”, che per l’occasione, a Lollove intrattiene i bambini vestita da elfo insieme alla sue sorridenti collaboratrici – e ci torno sempre volentieri. Come oggi, nonostante questo ventaccio. Lollove merita davvero tanto». «Abbiamo tanti progetti – spiega ancora Simone Ciferni, anima e organizzatore di tante iniziative negli ultimi tempi a Lollove, e titolare della locanda “Zia Franzisca” – tra una settimana nascerà l’associazione Uniti per Lollove dove i residenti saranno protagonisti insieme a coloro che qui hanno una loro attività. Le idee in campo sono tante: a cominciare da quella di far diventare Lollove una destinazione “detox”, per rilassarsi e fare belle esperienze in un’oasi di pace, lontana dagli squilli dei telefonini e dai problemi».
Tira forte maestrale, ieri mattina, tra i ciottoli antichi, e le casette di Lollove profumano di caffettiere appena tolte dal fuoco, pane fresco, biscotti sardi e tante idee per far rivivere il piccolo borgo ogni singolo giorno del nuovo anno. Per capire quanti siano gli attuali residenti basta contare le buche delle lettere – di un rosso scolorito dal tempo – che stanno all’ingresso della frazione tanto cara ai nuoresi: sono 13, 14 se si conta anche quella riservata alla parrocchia. In ognuna, incisa con la punta di una penna, si leggono i cognomi dei lollovesi per 365 giorni all’anno: i Gusai, Puggioni, Biosa, e non solo. E qualcuno, giusto per scansare eventuali omonimie, ha voluto incidere anche il suo secondo nome: “Bernardino”.
E sono proprio loro, gli abitanti della frazione a pochi chilometri dal capoluogo barbaricino, con il supporto del Comune di Nuoro, che ieri, per tutto il giorno, hanno aperto le loro case e tanti ricordi di famiglia per accogliere i turisti e le presenze all’evento “Il borgo presepe”. Un’intera giornata tra le creazioni degli hobbisti, i giochi gonfiabili per i bambini in tema natalizio, cori e musica, il presepe vivente. Ma il vero grande protagonista, in realtà, come sempre è il paese e lo avvertono gli stessi espositori.
«Qui è bello perché siamo fuori dal mondo, perché si respira un’aria unica, perché c’è il senso della comunità – spiega, infatti, Michela Virde mentre, nella casa di una storica lollovese come tzia Gavina, mostra a qualche curioso i lavori che realizza con tanta maestria utilizzando la stoffa dei costumi sardi – è da dieci anni che vengo qui a esporre i miei lavori e ci torno sempre volentieri».
Anche Tonina Carta, nuorese dalle mani d’oro, a Lollove è di casa e sempre con tanto piacere. «Oggi espongo qui un pane di semola speciale, che dura a lungo, e che ha anche una funzione decorativa – racconta, facendo entrare alcuni turisti nella casa gentilmente messa a disposizione dalla nuorese Annamaria Cicalò – ma la cosa più bella è stare a Lollove. Dovrebbe davvero diventare una meta quattro stagioni». «Lollove è un luogo magico – dice anche Sara Lostia, responsabile dell’associazione “All’arrembaggio animazione Nuoro”, che per l’occasione, a Lollove intrattiene i bambini vestita da elfo insieme alla sue sorridenti collaboratrici – e ci torno sempre volentieri. Come oggi, nonostante questo ventaccio. Lollove merita davvero tanto». «Abbiamo tanti progetti – spiega ancora Simone Ciferni, anima e organizzatore di tante iniziative negli ultimi tempi a Lollove, e titolare della locanda “Zia Franzisca” – tra una settimana nascerà l’associazione Uniti per Lollove dove i residenti saranno protagonisti insieme a coloro che qui hanno una loro attività. Le idee in campo sono tante: a cominciare da quella di far diventare Lollove una destinazione “detox”, per rilassarsi e fare belle esperienze in un’oasi di pace, lontana dagli squilli dei telefonini e dai problemi».
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