Grazia Deledda e la statua contestata
Le polemiche sul bronzo di Pietro Costa diventano lo spunto per un spettacolo
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NUORO. Il 28 dicembre, dalle 20:30, andrà in scena sul palco del Ten Teatro Eliseo, “La Grazia di Pietro, una die ‘e mesu agustu” ideato dallo scrittore nuorese Pietro Pala. Lo stesso autore ne ha curato la sceneggiatura in collaborazione con Valeria Polimene. Lo spettacolo vedrà anche il coinvolgimento di un nutrito numero di attori: Flavio Cabizzosu, Carlo Spanu, Armando Lodi, Antonio Luca Pala, Marco Zoppi, Osvaldo Boeddu, con loro Caterina Soro, Giuseppe Garippa e Vittoria Marras, oltre alla costumista Piera Piras e l’intervento del Coro Ortobene diretto da Alessandro Catte. «Il 15 agosto del 1936 Grazia morì – commenta Pietro Pala – lo stesso giorno, ma nel 2016, la città le dedicava una statua, motivo di polemiche critiche nei confronti dell’autore Pietro Costa e dell’amministrazione cittadina. Nel racconto, ambientato in un mondo, nascosto tra le pieghe del tempo, la donna nuorese ottenne il permesso premio di poter tornare sulla terra, a Nuoro, per verificare, nel contempo se rispondesse al vero, che i nuoresi l’avessero completamente scordata. Furono i suoi amici e concittadini della città ai confini del mondo a perorarne la causa, anche sfruttando una regola del luogo che permetteva ai suoi abitanti di ottenere il permesso di tornare un giorno a casa loro, invisibili, seppure non a tutti, se commemorati con un avvenimento importante. Le paure della scrittrice, di non essere più all’altezza dell’Atene sarda, in particolar modo di essere dimenticata, si scioglieranno come neve al sole grazie all’aiuto di Antonio Ballero, Attilio Deffenu, Sebastiano Satta, Francesco Ciusa, Salvatore satta, Antonio Pinna, Franceschino Satta e Pietro Mastino».
La storia originale è scritta e ideata da Pietro Pala, che quest’anno con un altro racconto si è aggiudicato il podio più alto al premio “Logudoro” di Ozieri. Sulle sue opere è stato realizzato anche un cortometraggio ed ha trovato posto in alcune antologie di racconti sardi. “Abbiamo fatto – afferma Valeria Polimene – un lavoro di ricerca importante parlando con le persone per capire il sentimento che provavamo e abbiamo scelto il taglio del lavoro partito da una narrazione per arrivare a uno spettacolo teatrale”.
Lo spettacolo ha il patrocinio del Comune di Nuoro: «Questo progetto – dice l’assessore comunale alla Cultura e vice sindaco Sebastian Cocco – è dedicato alla scrittrice Grazia Deledda e tutto ciò che la riguarda è molto importante per Nuoro. Se ne parla anche in termini sarcastici rifacendosi all’opera di Pietro Costa che ha raggiunto l’obiettivo importante di far parlare a tutti della scrittrice. Tutto ciò che divulga la storia di Nuoro è importante e Pietro Pala è bravo a farlo in maniera ironica e dissacrante e forse l’ironia è lo strumento in grado di avvicinare anche i più giovani». (a.me.)
La storia originale è scritta e ideata da Pietro Pala, che quest’anno con un altro racconto si è aggiudicato il podio più alto al premio “Logudoro” di Ozieri. Sulle sue opere è stato realizzato anche un cortometraggio ed ha trovato posto in alcune antologie di racconti sardi. “Abbiamo fatto – afferma Valeria Polimene – un lavoro di ricerca importante parlando con le persone per capire il sentimento che provavamo e abbiamo scelto il taglio del lavoro partito da una narrazione per arrivare a uno spettacolo teatrale”.
Lo spettacolo ha il patrocinio del Comune di Nuoro: «Questo progetto – dice l’assessore comunale alla Cultura e vice sindaco Sebastian Cocco – è dedicato alla scrittrice Grazia Deledda e tutto ciò che la riguarda è molto importante per Nuoro. Se ne parla anche in termini sarcastici rifacendosi all’opera di Pietro Costa che ha raggiunto l’obiettivo importante di far parlare a tutti della scrittrice. Tutto ciò che divulga la storia di Nuoro è importante e Pietro Pala è bravo a farlo in maniera ironica e dissacrante e forse l’ironia è lo strumento in grado di avvicinare anche i più giovani». (a.me.)
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