Orosei, l’hotel degli svizzeri passa in mani sarde: in campo i fratelli Loi

Dopo 45 anni il “Tirreno” di Cala Liberotto va alla Iti Marina. La storia dell’albergo dalle Poste elvetiche a un fondo arabo

OROSEI. Continuerà a essere chiamato albergo degli svizzeri, e la clientela sarà come sempre è stato internazionale, ma da qualche settimana alla guida di uno degli storici resort della costa orientale c’è un gruppo interamente sardo. La Iti Marina, la holding che fa capo ai fratelli Loi, ha appena concluso l’acquisto di una struttura turistica a cui puntava da anni, che va ad aggiungersi al già ricco catalogo di alberghi e resort (nove nel solo territorio di Orosei, dove la società continua ad avere sede). Nessun commento da parte della società, che anche questa volta ha scelto un basso profilo in questa nuova operazione commerciale, e tantomeno indiscrezioni sul costo di un albergo che porta in dote al gruppo oltre seicento posti letto distribuiti su un’area di sei ettari a qualche decina di metri dal mare del litorale di Cala Liberotto.

Con la vendita del hotel Tirreno si chiude una pagina della storia turistica di Orosei durata quasi mezzo secolo, anche se è probabile che Iti Marina agirà almeno in questa prima fase nel segno della continuità, andando a privilegiare il target internazionale medio alto della clientela che ha caratterizzato la gestione sin qua. L’albergo degli svizzeri infatti fu costruito nel 1974 dalle Poste elvetiche, che privilegiarono ovviamente la clientela del loro Paese. E proprio in virtù di questa utenza, abituata a ben altri climi, che l’hotel Tirreno è sempre stata una delle prime strutture ad aprire ogni anno, generalmente per le vacanze di Pasqua, e a chiudere in autunno. Tradizione che manterrà anche il gruppo Loi, visto che l’apertura della stagione è prevista per la prima quindicina del prossimo aprile, con il cosiddetto turismo sportivo (ciclisti, escursionisti, etc.) per arrivare sino a ottobre inoltrato. Assieme agli svizzeri, lascia anche lo storico direttore del hotel, Luc Schwarz, che ha guidato la struttura a partire dal 2007.

In realtà l’albergo da un paio d’anni non era più in mani elvetiche, se è vero che il gruppo turistico Poscom, subentrato alle Poste svizzere, con sede a Berna, due anni fa aveva ceduto le proprie strutture (sei in totale: oltre Cala Liberotto, una in Spagna e quattro nelle Alpi) a un fondo arabo (non è stato possibile avere maggiori particolari). In quell’occasione i fratelli Loi avevano tentato l’acquisizione del hotel Tirreno, che però non era stato possibile scorporare dalla vendita complessiva. Sono seguiti mesi di trattative che sono andate a buon fine solo nelle ultime settimane, anche perché dopo il passaggio di proprietà l’hotel sembrava aver perso quella “precisione elvetica” che ne aveva fatto una struttura d’eccellenza. Standard che la società Iti Marina intende ripristinare se non migliorare, stringendo un accordo di collaborazione con il gruppo Valtur, rilanciato a partire dallo scorso anno dopo un lungo periodo di difficoltà. Tornando all’hotel Tirreno, resta sul tappeto la grana degli usi civici che gravano su buona pare di Cala Liberotto, anche su costruzioni realizzate mezzo secolo fa con tutte le autorizzazioni, ex albergo degli svizzeri compreso. (p.me.)

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