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Nuoro

Museo della ceramica: appalto da 250mila euro

di Paolo Merlini
Museo della ceramica: appalto da 250mila euro

Sono destinati all’allestimento della struttura prima del Comune e oggi dell’Isre È costato 3 milioni al pari della scuola a Preda Istrada. Ma non si sa cosa conterrà 

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NUORO. Museo della ceramica, ultimo atto. A tre anni dalla conclusione dei lavori di ristrutturazione dell’ex casa Chironi, l’amministrazione comunale ha dato in appalto gli “allestimenti logistici” del futuro museo. I lavori sono stati affidati all’impresa Vasapollo di Cagliari che ha presentato un ribasso del 27% rispetto alla base d’asta di 257mila euro. Il Comune ha a disposizione ulteriori 155mila euro per completare la struttura e renderla operativa. Entro un anno o poco più dovrebbe così concludersi la lunga avventura di questo museo, almeno per quanto riguarda l’edificio che lo ospiterà, anche se il suo futuro, e soprattutto i contenuti, sono ancora un’incognita.

Si comincia a parlare del museo della ceramica alla fine degli anni '90, ma è a partire dal 2000 che la proposta partita dall'editrice Ilisso fa presa sull'amministrazione comunale dove si è appena insediato il sindaco Mario Zidda. L'Isre, presieduto allora da Giuseppe Chines e diretto da Paolo Piquereddu, entra in campo poco dopo, acquisendo il futuro museo. Nel 2001 l'istituto etnografico riceve un primo finanziamento di un milione 291mila euro al quale si aggiunge un altro milione nel 2008. Il Comune resta ente appaltante e sovrintende ai lavori nell'ex casa Chironi. Il progetto viene affidato a un’associazione di professionisti guidata da Metassociati, nonostante nella delibera del 12.11.2008 dell'Isre si dica che l'Ilisso «ha conferito a titolo gratuito il progetto di ristrutturazione dell'immobile». In realtà i progettisti subentrati diranno di non aver trovato alcun elaborato e procederanno autonomamente (di recente la giunta ha liquidato una parcella all’architetto Antonello Cuccu, lo stesso che curato la proposta originaria dell’Ilisso, per la progettazione degli allestimenti logistici). In totale, acquisizione di casa Chironi a parte, sinora sono stati impegnati tre milioni.

Una somma analoga è stata impegnata per realizzare la scuola di ceramica a Preda Istrada, che avrebbe dovuto affiancare il museo ma si avvia a diventare una nuova incompiuta culturale. Ma l’incognita maggiore al momento è sapere cosa conterrà il museo in piazza Su Connottu. La proposta iniziale prevedeva che l’editrice Ilisso avrebbe messo a disposizione la propria collezione, e che poi sarebbe stata una fondazione a gestire il museo. Ma in tutto questo tempo nessuno in Comune o all’Isre ha pensato di perfezionare e mettere nero su bianco con un contratto o un preliminare l’intesa con l’Ilisso. La quale editrice nel frattempo, cioè nei quasi vent’anni trascorsi dal lancio dell'iniziativa, ha pensato – legittimamente dal suo punto di vista – di farsi un proprio museo privato, nel quale esporre la collezione d'arte frutto di trent'anni di attività, ceramiche comprese, cioè lo Spazio Ilisso appena inaugurato in casa Papandrea.

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