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Nuoro

Per il Cpr di Macomer ora manca solo l’ufficialità

di Giulia Serra
Per il Cpr di Macomer ora manca solo l’ufficialità

Imminente l’apertura del Centro a due anni dall’avvio dell’iter burocratico La vice sindaca Ledda assicura: «Gli accordi già presi saranno tutti rispettati»

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MACOMER. Manca solo l’ufficializzazione della data da parte della Prefettura, attesa nei prossimi giorni, per l’apertura e l’avvio del Centro permanente per il rimpatrio, il Cpr, di Macomer. Nella struttura in località Bonu Trau, quella che un tempo ospitava l’ex carcere mandamentale, dopo gli interventi di ammodernamento e di ristrutturazione per convertirla al nuovo scopo, è tutto pronto. «Il presidio esterno da parte delle forze dell’ordine è già in essere – spiega la vice sindaca di Macomer Rossana Ledda – aspettiamo la comunicazione ufficiale dell’apertura». Il centro regionale localizzato a Macomer e finalizzato ad ospitare i migranti classificati come irregolari e in attesa di rimpatrio, dopo oltre due anni di polemiche locali, sembrerebbe essere dunque in procinto di inaugurare il suo nuovo e contestato corso. Il contratto stipulato lo scorso dicembre tra la Prefettura di Nuoro e la società svizzera che si è aggiudicata la gestione, la Ors Italia, copre un lasso di tempo di 12 mesi, vale mezzo milione di euro e stabilisce in cinquanta il numero massimo di persone da ospitare. Sembra passata un’era geologica da quell’incontro a porte chiuse svoltosi a Nuoro nel gennaio del 2018 nel quale tra l’allora ministro degli interni Marco Minniti ed il sindaco di Macomer Antonio Onorato Succu si manifestò un’inattesa sintonia e una condivisione di intenti che portò il mese successivo alla stipula romana di quel Patto per la sicurezza che, nella parte inerente la cittadina del Marghine, sanciva appunto la realizzazione del Cpr a Macomer. Oggi al Viminale siede la ministra Lucia Lamorgese, che ha sostituito il predecessore Matteo Salvini dopo la caduta del governo Lega-Movimento 5 Stelle, in Sardegna la maggioranza guidata da Francesco Pigliaru ha lasciato il posto al governo di centrodestra a trazione leghista guidato dal presidente Christian Solinas e il sindaco di Macomer Antonio Succu è sospeso dalla carica a seguito degli effetti dell’inchiesta sulla sanità oristanese che lo costringe da tre mesi agli arresti domiciliari. Se oggi quello scenario politico e amministrativo è completamente stravolto, la vice sindaca Rossana Ledda sottolinea: «abbiamo avuto rassicurazioni sul rispetto dei patti riguardo alla sicurezza in città e abbiamo la certezza che sul nostro territorio non si aprirà nessun centro di accoglienza straordinario. Sarà potenziato anche il lavoro del Giudice di Pace, che ha competenze rispetto alle pratiche del Cpr». Sulla riapertura della caserma della Guardia di Finanza, questione inserita nell’accordo, sembrerebbe non esserci invece novità: «siamo in attesa di risposte e decisioni nel merito» conferma la vice sindaca Ledda.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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