tortolì
Chiusura del porto turistico proteste anche dalla Penisola
TORTOLÌ. Giungono anche dalla penisola, da parte di diportisti con abitazione acquistata a Tortolì-Arbatax, le proteste contro l’annunciata chiusura del porto turistico Turismar di Arbatax. «Senza il...
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TORTOLÌ. Giungono anche dalla penisola, da parte di diportisti con abitazione acquistata a Tortolì-Arbatax, le proteste contro l’annunciata chiusura del porto turistico Turismar di Arbatax. «Senza il porto turistico Turismar, per chi, come me e altri amici, ha la barca, non è pensabile tornare a Tortolì-Arbatax. E credo proprio che venderò la casa che ho acquistato qualche anno fa nella zona di san Gemiliano». Ercole Cacciami, 72 anni, imprenditore milanese, dopo avere ricevuto la lettera della direzione del Marina Turismar con la quale tutti i diportisti sono stati invitati a portare via la barca in seguito all’introduzione dei nuovi e alti canoni relativi alla gestione dei rifiuti generati dagli utenti del porto, via telefono esprime «atutta la preoccupazione per la situazione venutasi a creare».
«Ma come si fa – spiega l’imprenditore meneghino, a capo di tre aziende – a lasciare che un porto turistico possa chiudere a causa dell’elevato aumento delle tariffe per i rifiuti?. È da 50 anni che vengo in Sardegna, per tanti anni a Porto Cervo. Soltanto pochi anni fa ho scoperto l’Ogliastra, una terra meravigliosa, con una popolazione aperta e disponibile, Circa tre anni fa ho acquistato la casa nella zona ella costa di Tortolì, a san Gemiliano. Ho una barca, un’aragostiera ( (lobster boat di 16 metri, che tengo nel porto turistico Turismar. Considerato che questo sta chiudendo, sia io che altri due amici lombardi, anche loro diportisti, che trascorrono le vacanze qui a Tortolì-Arbatax (uno ha acquistato la casa, ma ora la venderà, e l’altro l’affitta), non torneremo».
Ercole Cacciami non si spiega il perché di questa ennesima chiusura dell infrastruttura portuale. «Non riesco a capire – prosegue – come mai le istituzioni locali non facciano di tutto per scongiurare la chiusura del porto turistico. Già da oltre otto anni, a Tortolì è chiuso l’aeroporto, che a noi affezionati dell’Ogliastra, avrebbe consentito di trascorrervi dei fine settimana e altri brevi periodi , non solo in estate». (l.cu.)
«Ma come si fa – spiega l’imprenditore meneghino, a capo di tre aziende – a lasciare che un porto turistico possa chiudere a causa dell’elevato aumento delle tariffe per i rifiuti?. È da 50 anni che vengo in Sardegna, per tanti anni a Porto Cervo. Soltanto pochi anni fa ho scoperto l’Ogliastra, una terra meravigliosa, con una popolazione aperta e disponibile, Circa tre anni fa ho acquistato la casa nella zona ella costa di Tortolì, a san Gemiliano. Ho una barca, un’aragostiera ( (lobster boat di 16 metri, che tengo nel porto turistico Turismar. Considerato che questo sta chiudendo, sia io che altri due amici lombardi, anche loro diportisti, che trascorrono le vacanze qui a Tortolì-Arbatax (uno ha acquistato la casa, ma ora la venderà, e l’altro l’affitta), non torneremo».
Ercole Cacciami non si spiega il perché di questa ennesima chiusura dell infrastruttura portuale. «Non riesco a capire – prosegue – come mai le istituzioni locali non facciano di tutto per scongiurare la chiusura del porto turistico. Già da oltre otto anni, a Tortolì è chiuso l’aeroporto, che a noi affezionati dell’Ogliastra, avrebbe consentito di trascorrervi dei fine settimana e altri brevi periodi , non solo in estate». (l.cu.)
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