La Nuova Sardegna

Nuoro

«Io, vigilessa per 36 anni sorrisi, rispetto e polso»

di Valeria Gianoglio
«Io, vigilessa per 36 anni sorrisi, rispetto e polso»

Va in pensione la prima donna ad aver indossato la divisa della polizia municipale Vincenza Balloi: «Mi hanno sempre accolto tutti come una grande famiglia» 

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NUORO. «Sono stata la prima donna vigile del comando di Nuoro, ma non mi sono mai sentita diversa o speciale, anzi. Sin dall’inizio i colleghi mi hanno fatto sentire una di loro, mi hanno sempre trattata con grande rispetto e con affetto. E così sono passati questi 36 anni, sono appena andata in pensione. Sono stati anni stupendi che porterò sempre con me nel cuore: i vigili sono stati l’altra mia grande famiglia. Certo, all’inizio ho dovuto superare la resistenza di qualche automobilista, ma ho sempre pensato di non raccogliere le provocazioni e di andare avanti, sempre con il sorriso e il polso fermo». E “il sorriso e il polso fermo”, infatti, sono stati il segreto e la piccola ricetta che Vincenza Balloi ha sempre seguito indossando la divisa dei vigili urbani. Sin da quando, poco più che ventenne, e fresca di diploma al liceo classico Asproni, aveva deciso di intraprendere una carriera che nessuna donna aveva mai tentato a Nuoro prima di lei.

«Volevo mettere la divisa da vigile – spiega, mentre gli occhi le brillano ancora d’emozione – e ci ho provato, ho solo seguito il mio sogno. Ho fatto il corso preparatorio, poi il concorso e sono risultata idonea. Ricordo ancora la prova pratica: ho dovuto guidare una moto, una Guzzi 600. Non è stato facilissimo ma alla fine l’ho superata: sono entrata di ruolo nel gennaio dell’84. Ed eccomi qui». E nel mentre, a Vincenza Balloi, nuorese santupredina, è trascorsa una vita intera di lavoro, amicizie, multe e aneddoti gustosi. Come la volta che in piazza Marghinotti, nel cuore della città, aveva terminato il libretto dei verbali e decise di chiamare al comando perché gliene mandassero un altro. «Pensai, per discrezione, di chiedere al telefono che mi mandassero un collega “con urgenza” – spiega – e poco dopo sentii il rumore di una sirena, così fermai il traffico ritenendo che fosse un’ambulanza. E invece scoprii che erano i miei colleghi arrivati in forze: quando avevano sentito che li chiamavo “con urgenza” avevano pensato che fossi in difficoltà. Insomma: mi serviva solo un altro libretto dei verbali e invece mi trovai a fermare il traffico nel centro di Nuoro per un equivoco. Ancora me lo ricordano ridendo, i miei colleghi». Ricorda tutto con grande affetto e un pizzico di nostalgia, Vincenza Balloi. E sempre con lo stesso sorriso gentile che l’ha accompagnata in questi tre decenni tra automobili, traffico, studio e passione. Ricorda, tra i tanti momenti con la divisa, anche gli inizi nei quali ha dovuto superare la resistenza di qualche automobilista nuorese che non aveva mai visto una donna tra la polizia municipale. «Successe poche volte, ma successe – dice oggi Vincenza Balloi – ero agli inizi, insieme a un collega, e fermai un automobilista per notificargli un verbale. Lui mi disse “No, io a lei i documenti non glieli dò”. Riuscii a non raccogliere la provocazione, ma anche il mio collega mi diede sostegno e gli disse: “No, lei i documenti li dà alla mia collega”». «Per fare questo mestiere – dice, dunque, Vincenza Balloi – oltre alla preparazione professionale serve, insomma, anche avere un buon carattere, un carattere dotato di equilibrio. Lo dico sempre: ci vogliono sorriso e polso fermo, soprattutto ora che i tempi sono cambiati e a volte c’è meno rispetto, in generale, per chi indossa una divisa. Soprattutto ora, dunque, il sorriso, il polso fermo e la preparazione, servono pure di più. Per me sono stati anni straordinari: i vigili resteranno sempre l’altra mia grande famiglia».

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