«Disabili fuori dal Centro, colpa dell’Assl»
di Stefania Vatieri
L’assessora Romagna risponde alle famiglie in rivolta per l’esclusione dei casi più gravi dal servizio e si schiera con loro
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NUORO. Il Comune si schiera al fianco delle famiglie dei disabili esclusi dal bando: «L’Assl si faccia carico dei servizi socio sanitari, la norma non ci permette di inserire la figura dell’Oss». Valeria Romagna, assessora ai Servizi sociali del Comune capoluogo non usa mezzi termini durante l’incontro con i familiari dei 15 disabili esclusi dal bando per l'affidamento del Centro diurno di via Galilei, che si è svolto ieri mattina nel palazzo di via Dante: «Il Comune non ha voluto escludere nessuno, il bando è stato redatto seguendo la normativa che ci impone di poter erogare esclusivamente servizi socio educativo e non sanitari, dei quali avrebbe dovuto invece farsene carico l’Assl nuorese che, a conti fatti, ha stabilito che i disabili in questione non necessitano di figure sanitarie».
Il nocciolo della questione è racchiuso nella definizione delle mansioni che l’operatore socio sanitario normalmente svolge. Possono essere definite esclusivamente sanitarie o rientrano anche in quelle prestazioni inquadrate come domestico-alberghiero? La dirigente del settore Servizi sociali, Maria Manca, presente ieri mattina all’incontro, non ha dubbi: «L’inserimento di queste figure specializzate deve essere garantita dall’Assl perché rientrano nei servizi sanitari che noi Comune non possiamo per legge erogare – spiega –. I fondi che destiniamo alle persone disabili devono essere giustificati con servizi che rientrano nelle nostre competenze, cioè con servizi socio educativi – aggiunge –. Prima di bandire la gara di affidamento del Centro diurno sono stati numerosi gli incontri con l’Assl che ha sempre rispedito indietro la nostra volontà nel voler offrire agli utenti un Centro diurno integrato, cioè con le figure sanitarie necessarie. In poche parole, se n’è lavata completamente le mani».
La risposta dell’Assl nuorese alle ripetute richieste del Comune barbaricino è stata una e insindacabile: «Se i disabili in questione necessitano di assistenza sanitaria li prenderemo in carico noi, magari aprendo una struttura ad hoc che possa venire incontro alle loro esigenze, ma fino ad allora non intendiamo erogare alcun servizio nella struttura di via Galilei».
Una possibilità fugata a maggio quando su richiesta dell’Assl ai medici di base dei disabili che frequentano il Centro viene sottoposta la compilazione di una questionario dall’Unità di valutazione territoriale con l’obiettivo di certificare o meno la necessità di assistenza sanitaria. «L’esito della valutazione è arrivato uguale per tutti, senza nessuna distinzione di caso: “Il paziente non necessita l’inserimento in una struttura socio sanitaria” – spiegano i familiari –. Un esito raggiunto senza nemmeno vedere i disabili in questione, ma frutto della semplice e fredda compilazione di un questionario – aggiungono con disappunto –. Come è possibile pensare che persone con disabilità così gravi non necessitano di figure sanitarie per svolgere le normali attività quotidiane? Stiamo parlando di uomini e donne nella maggior parte dei casi con il panno, in sedia a rotelle e cieche».
L’incontro nel Comune barbaricino disertato dal sindaco a causa di impegni già presi, si preannuncia come l’inizio di una lunga battaglia che vede al centro della protesta 15 disabili gravi di Nuoro e provincia esclusi dal bando comunale per l'affidamento del Centro diurno di via Galilei.
L’incontro si è concluso con la proposta da parte dell'assessora Romagna di una riunione nella direzione dell’Assl nuorese dove poter esporre il problema e chiedere una nuova valutazione dei disabili, con l’obiettivo di certificare la necessità per i quindici disabili di un servizio socio- sanitario integrato.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Il nocciolo della questione è racchiuso nella definizione delle mansioni che l’operatore socio sanitario normalmente svolge. Possono essere definite esclusivamente sanitarie o rientrano anche in quelle prestazioni inquadrate come domestico-alberghiero? La dirigente del settore Servizi sociali, Maria Manca, presente ieri mattina all’incontro, non ha dubbi: «L’inserimento di queste figure specializzate deve essere garantita dall’Assl perché rientrano nei servizi sanitari che noi Comune non possiamo per legge erogare – spiega –. I fondi che destiniamo alle persone disabili devono essere giustificati con servizi che rientrano nelle nostre competenze, cioè con servizi socio educativi – aggiunge –. Prima di bandire la gara di affidamento del Centro diurno sono stati numerosi gli incontri con l’Assl che ha sempre rispedito indietro la nostra volontà nel voler offrire agli utenti un Centro diurno integrato, cioè con le figure sanitarie necessarie. In poche parole, se n’è lavata completamente le mani».
La risposta dell’Assl nuorese alle ripetute richieste del Comune barbaricino è stata una e insindacabile: «Se i disabili in questione necessitano di assistenza sanitaria li prenderemo in carico noi, magari aprendo una struttura ad hoc che possa venire incontro alle loro esigenze, ma fino ad allora non intendiamo erogare alcun servizio nella struttura di via Galilei».
Una possibilità fugata a maggio quando su richiesta dell’Assl ai medici di base dei disabili che frequentano il Centro viene sottoposta la compilazione di una questionario dall’Unità di valutazione territoriale con l’obiettivo di certificare o meno la necessità di assistenza sanitaria. «L’esito della valutazione è arrivato uguale per tutti, senza nessuna distinzione di caso: “Il paziente non necessita l’inserimento in una struttura socio sanitaria” – spiegano i familiari –. Un esito raggiunto senza nemmeno vedere i disabili in questione, ma frutto della semplice e fredda compilazione di un questionario – aggiungono con disappunto –. Come è possibile pensare che persone con disabilità così gravi non necessitano di figure sanitarie per svolgere le normali attività quotidiane? Stiamo parlando di uomini e donne nella maggior parte dei casi con il panno, in sedia a rotelle e cieche».
L’incontro nel Comune barbaricino disertato dal sindaco a causa di impegni già presi, si preannuncia come l’inizio di una lunga battaglia che vede al centro della protesta 15 disabili gravi di Nuoro e provincia esclusi dal bando comunale per l'affidamento del Centro diurno di via Galilei.
L’incontro si è concluso con la proposta da parte dell'assessora Romagna di una riunione nella direzione dell’Assl nuorese dove poter esporre il problema e chiedere una nuova valutazione dei disabili, con l’obiettivo di certificare la necessità per i quindici disabili di un servizio socio- sanitario integrato.
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