La Nuova Sardegna

Nuoro

«Servizi insufficienti al porto»

di Sergio Secci

La Caletta, i titolari delle imbarcazioni a strascico: serve un fronte comune con la piccola pesca

3 MINUTI DI LETTURA





LA CALETTA. «Siamo disponibili a pagare al Comune le spese per utilizzare l’energia elettrica e l’acqua ma non a modificare l’attuale sistema di ormeggio perché la risacca ci danneggerebbe le imbarcazioni». Le proteste di Francesco Loi, comandante della motonave Pellicano a cui è stato richiesto di spostarsi dalla darsena pesca perché dovrà essere utilizzata per le imbarcazioni da diporto, sono solo la prima puntata della vicenda. I proprietari ed armatori delle grosse imbarcazioni da strascico ormeggiate nel molo di sottoflutto e nell’area riservata ai pescherecci, intervengono sulla questione dei posti barca. Pasquale Mazzella, Domenico Di Scala e Patrizio Loddo presidenti rispettivamente delle cooperative pescatori Santa Lucia, pescatori La Caletta e Madonna di Fatima, fanno presente che nello scalo baroniese non ci sono le condizioni, a meno di imponenti lavori strutturali in bacino affinché le grosse barche che praticano lo strascico vengano posizionate ad andana. L’attracco cosiddetto di poppa anziché l’affiancamento della nave in banchina, creerebbe una serie di problematiche anche se si realizzasse una grossa catenaria perché, spiegano «Con i venti di levante che entrano in porto provocando una forte risacca, le nostre barche sarebbero soggette a forti tensioni alla carena e alle funi con grossi rischi per la sicurezza». I pescatori spiegano anche che con l’arrivo di due nuove grosse barche che vanno ad incrementare il numero delle imbarcazioni che praticano lo strascico, non ci sono problemi di posti sul quel lato del porto, ma nemmeno nei pressi della Capitaneria dove si dovrebbe trovare spazio per le due barche ora ormeggiate nella darsena pesca. «Anche qui con un po’ di buona volontà la cosa dovrebbe essere fattibile», spiegano Antonio Aiello, Claudio Avellino. Andrea Pinto, Angelo e Antonio Avellino rappresentanti di ditte individuali o coop che comprendono tutti gli operatori locali. «Non è vero che mancano i posti barca, quelli ci sono per tutti – dicono – magari qualche imbarcazione dovrà essere spostata di pochi metri ma una soluzione si troverà sicuramente mentre sono ben altri invece i problemi su cui dovremmo fare fronte comune, soprattutto quello relativo agli allacci di acqua e luce che ci permetterebbero di lavorare più serenamente evitando per dire di portarci le scorte da casa per riempire i serbatoi di bordo e di un luogo dover scaricare i rifiuti visto che non possiamo certo farlo in banchina. Siamo disponibili a pagare quello che è giusto», dicono in coro ma ci devono mettere in condizioni di lavorare dignitosamente. La marineria di La Caletta con quasi quaranta imbarcazioni che operano con lo strascico e la piccola pesca è una delle più numerose dell’isola, i servizi offerti nello scalo sul fronte pesca, sono però da terzo mondo. «Di recente mi sono recato a San Benedetto del Tronto per fare dei lavori – dice un pescatore –. Per un mese di attracco ho pagato venti euro per acqua e luce. Una spesa irrisoria per un servizio che qui invece manca del tutto».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Il raid

Undici furgoni a fuoco nella notte: attentato contro un’azienda logistica del sud Sardegna – Le indagini

Le nostre iniziative