SINISCOLA
Diffamazione sui social network «Il post non lo avevo messo io»
SINISCOLA. Secondo la difesa, non solo non era stato lui, a mettere su Facebook il post offensivo che poi gli è costato il processo, ma lui, la parte lesa, non la conosceva nemmeno. Secondo l’accusa,...
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SINISCOLA. Secondo la difesa, non solo non era stato lui, a mettere su Facebook il post offensivo che poi gli è costato il processo, ma lui, la parte lesa, non la conosceva nemmeno. Secondo l’accusa, invece, dietro quel post sul gruppo Facebook Sei su La Caletta se, c’era lui eccome e per questo merita di essere finito a giudizio con l’accusa di diffamazione aggravata. È proseguito ieri con il racconto dell’imputato Efis Omar Bomboi, che si è sottoposto all’esame delle parti, il processo per diffamazione attraverso l’uso di un social network. A scatenare tutto, come ha spiegato ieri un testimone in aula, era stato un post comparso su un gruppo pubblico su Facebook, che ritraeva la casa di un siniscolese. «Ho riconosciuto subito che era la casa del mio amico – ha spiegato il teste – e c’era scritto “Anche gli abusivi si fanno le cose in grande”. Così ho avvisato il mio amico: il post lo hanno visto tante altre persone».
«Io non ho mai fotografato quella casa, né ho mai pubblicato un post» ha dichiarato ieri in aula Bomboi, difeso dall’avvocato Carlotta Cardin. Il giudice ha rinviato il processo a fine marzo: ha deciso di acquisire dal Comune di Siniscola gli atti che documentino se la casa indicata dal post avesse o meno la licenza edilizia. (v.g.)
«Io non ho mai fotografato quella casa, né ho mai pubblicato un post» ha dichiarato ieri in aula Bomboi, difeso dall’avvocato Carlotta Cardin. Il giudice ha rinviato il processo a fine marzo: ha deciso di acquisire dal Comune di Siniscola gli atti che documentino se la casa indicata dal post avesse o meno la licenza edilizia. (v.g.)
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