Invalidità, la commissione a Bosa
di Alessandro Farina
I risultati del vertice a Cagliari: da febbraio il comitato per gli accertamenti riprenderà a riunirsi in città
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BOSA. Novità e reazioni dopo il tavolo tecnico che il 20 gennaio si è svolto a Cagliari sulle problematiche della sanità territoriali e ospedaliera in Planargia. Dopo la questione pediatra di libera scelta arriva un altro riscontro positivo per il territorio. «Dai primi giorni di febbraio infatti – comunica il consigliere regionale Alfonso Marras – la commissione per l’accertamento delle invalidità riprenderà a riunirsi a Bosa». Carenza di organico tra le fila di professionisti e medici negli ambulatori e tra le corsie dell’ospedale Mastino, e di figure indispensabili come quella del fisiatra o del logopedista per adulti nei servizi territoriali, i principali nodi da sciogliere affrontati a Cagliari nel vertice tra amministratori locali, funzionari regionali e responsabili dell’Ats, alla presenza dell’assessore Mario Nieddu. Ora, ovviamente, si attendono risposte concrete, ma le reazioni tutto sommato sono positive da parte del mondo politico locale, a leggere alcune note affidate ai social da diversi amministratori. Con una novità più che positiva, dopo mesi e mesi di attesa da parte dell’utenza. «L’Ats mi ha comunicato che da martedì 4 febbraio riprenderà a riunirsi a Bosa, tutti martedì, la commissione per il riconoscimento delle invalidità» annuncia infatti il consigliere regionale dei Riformatori Alfonso Marras, anche lui presente all’incontro di Cagliari nei giorni scorsi.
Commenti arrivano anche dalle fila dei due gruppi consiliari di minoranza guidati da Rosalia Acca e Alessandro Naitana, attraverso una lunga nota congiunta. La premessa è che «l’ospedale di Bosa nella riforma è considerato struttura di zona disagiata e come tale le verranno riconosciuti i servizi e il personale che la normativa prevede» rimarcano.
Verranno pubblicati nel corso dell’anno i concorsi per le varie figure mediche mancanti (pronto soccorso, medicina, radiologi, medici di laboratorio...) e si pensa di introdurre nuovi criteri nell’assegnazione dei posti tramite graduatorie che non penalizzino i presidi periferici. Nell’immediato per sopperire alle carenze di organico si vorrebbe ricorrere ad un sistema di turni a rotazione, utilizzando anche i medici dei presidi di Ghilarza e Oristano.
Per quanto riguarda Riabilitazione si è trovata una soluzione temporanea: con uno specialista medico che lavorerà a Bosa il lunedì ed il mercoledì pomeriggio, mentre risulta ancora carente la figura del logopedista per adulti.
«Si è prospettata da parte nostra la possibilità di incentivare in qualche modo la scelta delle zone disagiate con benefit di vario tipo per il personale che sceglie di lavorarci» la proposta delle opposizioni.
«La mia impressione è che ci sia si la volontà di migliorare la Sanità nei territori periferici (anche la scelta di tornare alle 8 Asl è stata motivata proprio in quest'ottica). Resta da vedere se gli strumenti che saranno utilizzati per raggiungere questi obiettivi riusciranno ad essere veramente efficaci» conclude la componente della commissione comunale alla sanità Daniela Brundu.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Commenti arrivano anche dalle fila dei due gruppi consiliari di minoranza guidati da Rosalia Acca e Alessandro Naitana, attraverso una lunga nota congiunta. La premessa è che «l’ospedale di Bosa nella riforma è considerato struttura di zona disagiata e come tale le verranno riconosciuti i servizi e il personale che la normativa prevede» rimarcano.
Verranno pubblicati nel corso dell’anno i concorsi per le varie figure mediche mancanti (pronto soccorso, medicina, radiologi, medici di laboratorio...) e si pensa di introdurre nuovi criteri nell’assegnazione dei posti tramite graduatorie che non penalizzino i presidi periferici. Nell’immediato per sopperire alle carenze di organico si vorrebbe ricorrere ad un sistema di turni a rotazione, utilizzando anche i medici dei presidi di Ghilarza e Oristano.
Per quanto riguarda Riabilitazione si è trovata una soluzione temporanea: con uno specialista medico che lavorerà a Bosa il lunedì ed il mercoledì pomeriggio, mentre risulta ancora carente la figura del logopedista per adulti.
«Si è prospettata da parte nostra la possibilità di incentivare in qualche modo la scelta delle zone disagiate con benefit di vario tipo per il personale che sceglie di lavorarci» la proposta delle opposizioni.
«La mia impressione è che ci sia si la volontà di migliorare la Sanità nei territori periferici (anche la scelta di tornare alle 8 Asl è stata motivata proprio in quest'ottica). Resta da vedere se gli strumenti che saranno utilizzati per raggiungere questi obiettivi riusciranno ad essere veramente efficaci» conclude la componente della commissione comunale alla sanità Daniela Brundu.
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