Quattromori forse cinque nel centrodestra da unire
di Francesco Pirisi
Settimana di incontri decisivi per la coalizione ancora divisa sui nomi da proporre In alto mare l’intesa sul candidato sindaco. Resta l’incognita dei movimenti civici
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NUORO. Le divisioni all’interno del Psd’Az rallentano i lavori per la composizione della coalizione di centrodestra per le comunali cittadine. Il tavolo convocato per questa settimana è stato rinviato di alcuni giorni, proprio su richiesta dei Quattromori. Il fatto certo è comunque che la coalizione riproporrà a Nuoro il quadro politico presente dall’inverno del 2019 alla Regione. Non viene esclusa neppure l’aggregazione di uno o più movimenti civici. Tra gli attivi con quest’ultima veste, viene segnalato il manager nuorese Ciriaco Offeddu, rientrato nella sua terra di origine dopo una carriera professionale spesa tra l’Europa e l’Estremo oriente. Sul tema specifico, la posizione di Peppe Montesu, coordinatore provinciale di Forza Italia: «Prima stringiamo le intese tra i partiti del centrodestra. Dopodiché, ben vengano gruppi civici e associazioni, intenzionate a sposare il nostro progetto di governo della città. Una condizione è che siano alternativi a chi ha amministrato sinora il municipio». Intese di coalizione in parte già decise nel livello nazionale, con il patto elettorale stretto tra Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia. A Nuoro in corsa sotto le insegne riunite, anche Riformatori, Udc e, con loro, il Psd’Az, che riconferma la scelta a vantaggio del campo di centrodestra, fatta prima delle politiche del 2018 e ribadita per la corsa alla Regione, l’anno scorso. La decisione sul candidato a sindaco denunzia gli stessi ritardi nella chiusura della struttura della coalizione. Ancora il consigliere comunale uscente, Montesu: «Sarà la prima questione che affronteremo nella riunione della settimana entrante, con l’impegno di chiuderla nel più breve tempo possibile. Ci sono tuttavia alcuni elementi chiave: una persona capace e già esperto di questioni amministrative. Altro aspetto, non si deve trattare di un riciclato di altre aree politiche e non deve usare il municipio come trampolino di lancio». Tra i papabili un esponente sardista, a cui le scelte più generali della coalizione avrebbero assegnato la possibilità di esprimere il candidato a Nuoro. Ma i Quattromori sarebbero interessati anche all’opzione Porto Torres, altro comune al voto in primavera, in quel caso lasciando agli altri partiti l’indicazione per il capoluogo barbaricino del capolista della cordata. Voci e niente di più, assicurano gli interessati del tavolo politico, che oltre a Montesu ha visto alternarsi il deputato di Forza Italia, Pietro Pittalis, il coordinatore cittadino dei Riformatori, Gian Franco Moro, il consigliere regionale della Lega, Pier Luigi Saiu, insieme a Katiuscia Musu, segretaria a Nuoro di Fratelli d’Italia. Proprio la rappresentante del partito di Giorgia Meloni, manifesta ottimismo sia sulla composizione del quadro politico, sia sulle possibilità di vittoria: «Dopo 25 anni di governi di centrosinistra, che hanno portato allo sfascio la nostra città, è arrivato il momento di voltare pagina». Conferma anch’ella l’intesa raggiunta sul quadro del governo regionale e anticipa qualche punto del programma: «I nuoresi si meritano un governo municipale serio e capace di portare le risorse necessarie ai bisogni delle famiglie, così come per sostenere le partite Iva e le aziende». Questioni abbozzate in queste settimane di incontri tra alcune delle forze del tavolo politico. Mentre i sardisti hanno continuato il confronto al loro interno. La macchina del Psd’Az in città in questi ultimi anni è passata dalla storica e unica sezione “28 Aprile”, a quattro gruppi cittadini. Gli ultimi tre con i nomi “Pietro Mastino”, “Atene Sarda” e “Patriotu Sardu”, che riuniscono una parte dei 200 iscritti nuoresi. Per l’ex capogruppo in Consiglio comunale, Claudia Camarda, segretaria della sezione “Mastino”, «sono l’espressione del confronto e della vivacità del partito». Per gli avversari la conferma di un soggetto politico segnato da diatribe interne e anche per questo diviso in molte “parrocchie”. La prima sintesi ora in vista delle amministrative nel capoluogo, così da rappresentare nel tavolo di coalizione l’intero partito e proporre le priorità dentro il programma elettorale.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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