La Nuova Sardegna

Nuoro

Il centrosinistra si allarga attesa la scelta di Soddu

di Francesco Pirisi
Il centrosinistra si allarga attesa la scelta di Soddu

Il primo cittadino scioglierà la riserva a breve, in stand-by il gruppo di Bianchi Al tavolo della coalizione si è ora aggiunto Stefano Flamini (Ripensiamo Nuoro) 

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NUORO. Saranno gli stati generali a presentare programmi e uomini della coalizione di centro-sinistra che correrà alle amministrative nel comune capoluogo. L’unica incognita è se il sodalizio sarà capeggiato dal sindaco uscente Andrea Soddu, o avrà alla sua testa un altro leder, esponente di una delle dieci sigle in campo. Il primo cittadino è laconico: «Sto decidendo. Non tarderò a comunicare la scelta». Il tavolo delle forze progressiste e di sinistra non ha interrotto tuttavia i suoi lavori. Due giorni fa ancora una riunione. La novità nella partecipazione di Stefano Flamini, coordinatore del gruppo civico Ripensiamo Nuoro, che in comune sostiene l’amministrazione Soddu. Si aggiunge ai gruppi del Partito democratico, Centro democratico - Un’Altra Sardegna, Italia in Comune, Partito socialista, lista BeraNu, Articolo Uno Mdp, Italia Viva, Fare comunità e Nuoro attiva. Incontro imperniato sul programma. Sarà scritto da una commissione con i rappresentanti delle dieci sigle: «Lavorerà su alcuni assi fondamentali, da portare agli stati generali dei democratici e progressisti nuoresi. Sarà, una grande conferenza programmatica, aperta ad associazioni, movimenti, organizzazioni sindacali e imprenditoriali, intellettuali e singoli cittadini», spiegano i dirigenti della coalizione alla fine dell’incontro. Per poi aggiungere: «Abbiamo deciso di rendere più denso il profilo programmatico, di ricostruire una visione di città ambiziosa, valorizzare i risultati positivi raggiunti dall’amministrazione uscente». In fondo, ma con la stessa importanza e valore che si dà alle fondamenta di una costruzione, nella nota il richiamo all’elemento dell’unità: «Iniziamo un percorso oltre le divisioni che in questi anni hanno allontanato persone e soggetti appartenenti allo stesso campo politico. Oggi, ci ritroviamo nella battaglia contro il sovranismo, l’odio e l’egoismo, convinti che Nuoro e il territorio possano rinascere migliori e più forti, se ci lasciamo alle spalle separazioni e rancori». Divisioni fuori tempo, vogliono significare segretari e coordinatori dei partiti e movimenti dell’area democratica e progressista. L’unità è tuttavia quella oggi possibile e praticabile. Tra gli attori dell’ultimo centro-sinistra presentatosi a un’elezione comunale a Nuoro, quella del 2015, alcuni nomi, da Leonardo Moro a Tore Daga, hanno costituito un gruppo a parte, denominato Progetto Nuoro 20.25. C’è anche la candidata a sindaco, Lisetta Bidoni, nuorese, ex docente, oggi responsabile regionale dell’Unicef. Scelta che conferma l’inconciliabilità con la coalizione ufficiale di centro-sinistra, che non ha mai pensato a un capolista esterno al suo corpo politico. Mentre non si sa a quali sviluppi porterà nel Pd la posizione non allineata con l’attuale guida del partito, da parte della componente capeggiata da Alessandro Bianchi, sindaco prima di Andrea Soddu, che riunisce l’intero gruppo consiliare, seduto nei banchi dell’opposizione. Proprio le elezioni di 5 anni fa, quando Bianchi guidava col Pd la coalizione avversaria del gruppo civico di Soddu, hanno reso manifeste le prime crepe nel partito, ancora non sanate. Oggi potrebbero addirittura allargarsi. I rischi li ha messi in rilievo un paio di giorni fa la dirigenza di Italia in Comune, del tavolo di centro-sinistra: «Rivolgiamo un appello alle forze della coalizione perché superino incertezze e divergenze interne». Se qualcosa si paga sul fronte dell’unità dello schieramento elettorale, potrebbe essere imminente la soluzione dell’enigma che riguarda il candidato a sindaco e, nello specifico, la fine del dilemma “Soddu sì” o “Soddu no”. Quel passaggio dell’ultima nota («valorizzare i risultati positivi raggiunti dall’amministrazione uscente») appare più di un atto di simpatia verso il primo cittadino. Se, come da qualche parte si chiede, fosse tolto di mezzo anche il passaggio delle primarie, l’avvicinamento sarebbe più semplice. Anche se l’ultima parola è in capo a Soddu, che non mancherà di mettere sulla bilancia il peso politico già in suo possesso e quello che gli viene offerto.

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