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Nuoro

La pace e il perdono: al “Satta” Eva Cannas e Caterina Muntoni

di Alessandro Mele
La pace e il perdono: al “Satta” Eva Cannas e Caterina Muntoni

NUORO. I temi della pace e del perdono al centro del dibattito che ha coinvolto le terze, quarte e quinte dell'Istituto Tecnico “Salvatore Satta”, con la testimonianza di Caterina Muntoni ed Eva...

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NUORO. I temi della pace e del perdono al centro del dibattito che ha coinvolto le terze, quarte e quinte dell'Istituto Tecnico “Salvatore Satta”, con la testimonianza di Caterina Muntoni ed Eva Cannas, chiamate a parlare delle loro tragiche esperienze familiari ma soprattutto della capacità di perdonare anche di fronte al crimine dell’omicidio di un familiare. Ferite profondissime, le loro: due fratelli di Eva Cannas, Graziano e Antonio Serafino, vennero uccisi (nel 1971 e nel 1973). Caterina Muntoni è la sorella di don Graziano Muntoni, il vice parroco di Orgosolo ucciso alla vigilia di Natale nel 1998.

“Questo importante incontro – hanno spiegato gli organizzatori – mette un ulteriore tassello nel progetto “Cittadinanza e Costituzione”. La celebrazione del Giorno della memoria vede uno sguardo attento alle atrocità perpetrate anche nella nostra terra con omicidi che però hanno trovato donne di Barbagia capaci di costruire percorsi di speranza attraverso il “dono” del per-dono».

Le tematiche affrontate fanno parte integrante della programmazione didattica d'istituto: «La scuola – spiegano ancora – da anni porta avanti tante iniziative con le associazioni di volontariato e la scuola forense volte alla formazione globale della persona. Le testimonianze forti di Eva Cannas e Caterina Muntoni hanno visto i ragazzi attenti, interessati e commossi e tante sono state le domande poste».

L’iniziativa ha visto coinvolti nell’organizzazione tantissimi studenti ma anche i docenti la dirigente Pierina Masuri che da diversi anni pone l’accento su diverse tematiche riguardanti la società civile e le sue dinamiche. «Il perdono è una scelta doverosa e necessaria – come emerso dalle testimonianze di Caterina Muntoni ed Eva Cannas –. La vita è un dono datoci per amore, bisogna avere rispetto e non augurare mai il male come non lo si augura a se stessi. Abbiamo tutti bisogno di perdonare e di essere perdonati affinché la nostra società non diventi peggiore di quello che è. Il perdono nasce dall'amore. Quel perdono che arriva dopo convinzione e riflessione si deve concedere assolutamente, questo non è impossibile e bisogna volerlo perché il dialogo è l'antidoto alla violenza. L'omertà c'era e c'è per paura di rappresaglie ma ricordiamoci che c'è una giustizia degli uomini non perfetta ma funzionante e c'è anche una giustizia superiore che da a ciascuno il suo ma che concede anche la misericordia. Chi siamo noi per non concederla»?

Alla fine della mattinata sono state messe a dimora dagli studenti due piante d'ulivo dedicate ai protagonisti di questa giornata con lo slogan e l'impegno “pianta e cura la pace”.

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