La Nuova Sardegna

Nuoro

Dal liceo Galilei un appello contro l’odio razzista

di Alessandra Porcu
Dal liceo Galilei un appello contro l’odio razzista

La giornata della memoria diventa occasione per riflettere sui tempi attuali Manifestazione anche all’istituto Caria dove sono state lette poesie sulla Shoah

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MACOMER. «Il Galilei non è antisemita». Un messaggio forte e chiaro quello lanciato dagli studenti del Liceo delle Scienze Umane di Macomer. Per renderlo indelebile lo hanno scritto su uno striscione. «Così abbiamo scelto di commemorare il giorno della memoria», ha raccontato Matteo Uda, rappresentante di istituto della quarta A. «Nella nostra scuola è radicata una forte cultura antirazzista. Bisogna sempre tenere a mente gli errori e gli orrori del passato. Per non commetterli più». Quella di martedì 28 gennaio è stata una mattinata di riflessione, di incontro e confronto. Prima l'assemblea nell'aula magna, per gli alunni del biennio e poi per quelli del triennio. Dopo il flashmob nel vialle Pietro Nenni. Tutti in strada per gridare «No alla violenza, ai soprusi. No all'emarginazione del diverso, no alle ideologie portatrici d'odio».

In coro hanno letto i versi di alcune poesie: «Non gridate più» di Ungaretti, «Dopo Auschwitz non c'è teologia» di Paul Celan e alcune righe di uno scritto ritrovato in un ghetto ebraico nel 1944. Ma c'è stato spazio anche per «Aprile» di Anna Frank. «Era giusto che condividessimo tutti insieme un momento di grande emozione», ha raccontato Luca Marrone, altro rappresentante d'istituto della quarta B. «Viviamo in un'epoca piena di paura e rabbia. Dove l'altro, il diverso, incute sospetto. Noi giovani abbiamo il dovere di cambiare le cose. Di difendere diritti e libertà acquisiti in passato», ha aggiunto Michele Spissu, quarta A, altro rappresentante d'istituto.

A risvegliare le coscienze anche la testimonianza del presidente provinciale dell'Anpi di Nuoro Graziano Pintori. «L'Italia ha una Costituzione. Salvaguardarne i principi, significa garantire ai suoi cittadini diritto di pensiero, di parola e di vita. Ragazzi, fate in modo che il fascismo non torni. Siate le pietre d'inciampo per tenere viva la memoria di ciò che è stato». Nel pomeriggio anche l'istituto comprensivo Caria, plesso di via Ariosto, ha reso omaggio alla vittime della Shoah. Gli alunni delle seconde e delle terze hanno affidato alla musica, alle immagini e alla lettura di alcuni versi di Primo Levi tratti da «Se questo è un uomo», il loro messaggio di pace. Sulle note di Guccini e della sua «Auschwitz», de «La vita è bella» di Nicola Piovani e della colonna sonora del film «Schindler's list» di John Williams, i ragazzi della classe di strumento hanno reso più lieve il ricordo degli anni bui in cui il popolo ebreo, armeno, sinti, greco, gli omosessuali e i disabili sono stati vittime della ferocia nazista. Ospite d'onore, Maria Giovanna Cherchi che con le parole di «Non potho reposare» ha abbracciato idealmente gli studenti, definendoli semi della speranza.

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