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Macomer, la maggioranza: «Elezioni sì, ma nel 2023»

di Giulia Serra
Macomer, la maggioranza: «Elezioni sì, ma nel 2023»

Conferenza stampa unitaria per rispondere alla richiesta di dimissioni La vice sindaca Ledda: «Siamo forti e decisi, non ci facciamo condizionare»

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MACOMER. Elezioni in primavera? Sì, ma nel 2023. È una risposta secca quella che arriva dalla maggioranza che governa il Comune di Macomer, riunitasi ieri mattina per una conferenza stampa unitaria dalla quale inviare un messaggio forte e chiaro non solo al gruppo Uniamoci per Macomer che ne ha chiesto le immediate dimissioni, ma anche all'intera comunità: «siamo forti, siamo decisi, continuiamo ad amministrare e non ci facciamo condizionare da questo tipo di politica che non serve alla città – ha scandito la vice facente funzioni di sindaco Rossana Ledda aprendo l'incontro –. I consiglieri di minoranza, con i loro giochini circensi, non hanno fatto altro che far perdere tempo alla comunità».

È una linea compatta ed unitaria quella assunta dagli amministratori macomeresi che, dopo il terremoto giudiziario che ha portato il primo cittadino Antonio Onorato Succu agli arresti domiciliari, hanno scelto di proseguire con il mandato assegnato loro dal voto del 2018. Parlano di una grande operazione di distrazione di massa, con anche la diffusione di notizie non vere, attuata dalle opposizioni per spostare l'attenzione dai risultati raggiunti: «nessuno, per esempio, discute più dell'illuminazione pubblica – ha detto il capogruppo Gianfranco Congiu – eppure, senza contrarre alcun mutuo, abbiamo sostituito circa mille punti luce con un intervento progressivo e graduale. Stiamo proseguendo con la valorizzazione del monte di Sant’ Antonio, il circuito ha un nuovo look, abbiamo un nuovo cinema e pensiamo anche di tenere immutata la pressione fiscale, senza alcun aumento», ha annunciato Congiu.

Sull'apertura del Cpr e sulle sue ripercussioni, tema al centro di molte polemiche che la maggioranza ritiene «l'emblema della strumentalizzazione», arriva la smentita della notizia della soppressione del servizio di trasporto pubblico nell'area dell'ex carcere: «è assolutamente falsa, c'è solo lo spostamento di 150 metri della pensilina che si trova di fronte alla struttura», ha chiarito l'assessore Mariano Cadoni, annunciando che ne sarà aggiunta anche una seconda. Per tutta la maggioranza i rappresentanti di opposizione non sarebbero interessati al merito delle questioni, gli ultimi due consiglieri dimissionari – ufficialmente ancora in carica – avrebbero confuso i piani istituzionali che vedono la gestione del Cpr demandata alla Prefettura e non al Comune e le loro posizioni sarebbero finalizzate a mettere in atto un'azione di disturbo fine a stessa: «per questo non seguiremo più sul piano polemico questi esponenti politici» ha detto l'assessore Andrea Rubattu, seguito nello stesso ragionamento dall'assessora Tiziana Atzori e dai consiglieri Gianni Del Piano, Gianni Cossu e Giovanni Lai, concordi sul fatto che occorra continuare a lavorare per il bene della città.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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