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Nuoro

Protesta degli avvocati ogliastrini: disertata l'inaugurazione dell'anno giudiziario

Giusy Ferreli
Un momento dell'inaugurazione dell'anno giudiziario
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Un momento dell'inaugurazione dell'anno giudiziario

La presa di posizione dopo la "limitazione" agli interventi da parte di Giancosimo Mura. Gianni Carrus, a capo dell'ordine forense in Ogliastra: "Mai un presidente di Corte d'appello aveva invitato a non prendere la parola"

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LANUSEI. Clamorosa protesta del Consiglio dell'ordine degli avvocati di Lanusei. Le toghe ogliastrine "invitate" a non intervenire all'inaugurazione dell’anno Giudiziario 2020, in svolgimento nel distretto della Corte d'appello di Cagliari, o in seconda battuta a limitare a cinque minuti il loro intervento, hanno disertato la cerimonia. Lo hanno fatto in aperta polemica con Giancosimo Mura, presidente facente funzioni della Corte d'appello del capoluogo isolano, che nell’imporre limitazioni di tempo agli interventi dei presidenti dei Fori sardi ha auspicato che proprio le toghe ogliastrine evitassero di parlare .

"Mai, prima d’ora, è accaduto che un presidente di Corte d’appello, peraltro facente funzioni, invitasse, per motivi oscuri ed a noi sconosciuti, al “non intervento” alla cerimonia di Inaugurazione dell’anno giudiziario 2020 nella casa di tutti, avvocati di Lanusei compresi. L’inaugurazione dell’anno giudiziario - è la durissima dichiarazione dell'avvocato Gianni Carrus , a capo del Consiglio dell'ordine ogliastrino - è sempre stato un momento, seppure nelle opposte convinzioni e idee , costruttivo. Un momento di dialogo e di critica tra i soggetti, in particolare quelli istituzionali, che operano nella giurisdizione a tutela dei diritti. Così, invece, quest'anno non è stato".

Carrus, a nome dell'organismo prende atto “dell’invito” con "sconcerto e disapprovazione" e per questo ha deciso di non partecipare alla cerimonia di inaugurazione . Non solo: ha scritto una nota , pubblicata nel sito istituzionale, che è stata inviata , tra gli altri, anche al ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede. "Auspichiamo per il futuro - scrive l'avvocato - un sereno e proficuo confronto e di ascolto da parte di chi, terzo ed imparziale, esercita funzioni di fondamentale equilibrio istituzionale e democratico nell’assetto ordinamentale e giuridico dello Stato verso un altro soggetto ugualmente fondamentale all’esercizio della giurisdizione e preposto alla tutela dei diritti".

E sì che l'intervento di Carrus sarebbe servito a riportare l'attenzione sui problemi della giustizia in Ogliastra. Gli avvocati del Foro di Lanusei, nel mancato intervento, rimarcavano la necessaria presenza, nel territorio ogliastrino, di tutti i presidi di legalità e giustizia ed il loro potenziamento.

“Le sedi giudiziarie di frontiera - avrebbe voluto ribadire il presidente del Coa ogliastrino nel corso della cerimonia -, e i piccoli uffici giudiziari più degli altri, soffrono il drammatico momento di crisi istituzionale,economica e sociale e della inefficiente risposta alle richieste dei cittadini che reclamano una giustizia celere ma soprattutto equa e giusta. Nel nostro piccolo Foro, l’avvocato si confronta quotidianamente con i problemi dei cittadini, tutelandone nelle giuste sedi i diritti, fornendo risposte e servizi che altri dovrebbero “dare” in un territorio dove avanza imperante la desertificazione istituzionale di Stato e Regione sempre più assenti e lontani.Il presidio di legalità nella terra di frontiera quale è l’Ogliastra, è costantemente messo in discussione. Oggi con la paventata chiusura della casa circondariale, ieri con il piccolo tribunale in ipotesi di soppressione".

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