La Nuova Sardegna

Nuoro

Polemica per i permessi premio dati all’omicida di Dina Dore

Pierpaolo Contu, autore materiale del delitto, oggi ha 30 anni e ha già scontato otto anni di pena

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GAVOI. Condannato a 16 anni di carcere per l’omicidio di Dina Dore, nel 2008. Pierpaolo Contu, autore materiale del delitto, oggi ha 30 anni e ha già scontato otto anni di pena; all’epoca dell’omicidio era ancora minorenne. Inserito in un percorso riabilitativo proprio perché ha scontato la metà della pena cui è stato condannato, ha già goduto di due permessi premio: uno, il primo, qualche mese fa, di poche ore in regime di arresti domiciliari; un altro, il secondo, ora, di tre giorni, sempre in regime di arresti domiciliari ma con un’ora di uscita al giorno. Una notizia che ha scatenato l’indignazione della famiglia Dore, che hanno saputo del permesso premio da un profilo Facebook aperto con il nome di Pierpaolo Contu, poi rimosso.

«Ci è stato segnalato questo profilo Facebook – ha commentato Graziella Dore, sorella della vittima – ma noi non sappiamo nulla di più di questo». «Purtroppo il nostro sistema penale non prevede la tutela delle vittime del reato avvisandole quando viene disposta la scarcerazione del condannato per quanto per pochi giorni – ha spiegato all’Ansa l’avvocata della famiglia Dore, Anna Maria Busia –. È un sistema impostato male perché la scarcerazione di una persona che ha posto in essere un reato così efferato avrebbe invece dovuto essere comunicata alle vittime che sono come sempre invisibili». «Il giovane sta godendo di un permesso premio come previsto dalla legge» ha spiegato don Pietro Borrotzu, che ha accolto Contu nel “suo” Centro di accoglienza sociale a Nuoro.
 

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