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Bosa, il 19 febbraio vertice per discutere di vincoli idrogeologici

di Alessandro Farina
Bosa, il 19 febbraio vertice per discutere di vincoli idrogeologici

BOSA. A Bosa si rafforza il vento che spinge, in direzione della Regione, alla rivisitazione delle norme del Piano di assetto idrogeologico (Pai) approvate anni fa e che gravano sull’intera valle del...

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BOSA. A Bosa si rafforza il vento che spinge, in direzione della Regione, alla rivisitazione delle norme del Piano di assetto idrogeologico (Pai) approvate anni fa e che gravano sull’intera valle del Temo. Dalle fila del consiglio comunale è già arrivato qualche settimana fa un chiaro messaggio su una delle opere di difesa idrogeologica previste e già finanziate: con il no alla realizzazione delle corpose e costose arginature ipotizzate nell’area di Su Seggiu. Nei giorni scorsi a Cagliari si è tenuta una riunione interlocutoria sulla già più volte dibattuta questione, foriera di un tavolo tecnico fissato per mercoledì della prossima settimana in città. Una riunione operativa dove si intende arrivare a soluzioni pratiche che alleggeriscano i vincoli imposti alla comunità, la novità annunciata dal consigliere regionale dei Riformatori Alfonso Marras. Amministratori e tecnici hanno incontrato nella prima decade del mese i funzionari dell’assessorato regionale ai Lavori pubblici. «Con la collaborazione dell’assessore Frongia e dell’Adis – fa sapere Marras – intendiamo lavorare per modificare in meglio la situazione generale del Piano di assetto idrogeologico. Dopo l’incontro interlocutorio dei giorni scorsi ho chiesto ed ottenuto che mercoledì 19 febbraio si riunisca, nel nostro Comune, un tavolo tecnico dal quale si dovrà uscire con soluzioni certe. Non possiamo accettare che Bosa – aggiunge il consigliere –, con le sue specificità, continui ad essere bloccata da norme di carattere generale che possono invece essere adattate ad un territorio bisognoso di riprendere finalmente vigore».

L’incontro del 19 febbraio ha quindi un precedente importante: la Regione da tempo ha bilanciato risorse milionarie per la costruzione di opere di difesa idraulica e idrogeologica, ma alcuni progetti non vengono ritenuti necessari, come attesta la decisione all’unanimità dell’assembla civica che nei giorni scorsi ha ratificato la delibera della giunta municipale, approvata a fine novembre che esprime parere negativo al progetto che prevede di creare arginature e conseguentemente una nuova viabilità, nel quartiere di Su Seggiu, di fronte al Lungotemo Amendola.

Questa mossa e l’annuncio della riunione del 19 febbraio danno quindi l’idea di voler assicurare la massima tutela e incolumità dei residenti a Bosa, in una città che vede distendersi tanti popolosi quartieri nella pianura solcata dal Temo. Ma contemperando anche la necessità di adeguare un Piano urbanistico comunale, ormai piuttosto datato, agli strumenti tecnici regionali come il Pai. Non prima che questi ultimi vengano adattati alla reale situazione del territorio, questa la possibile chiave di lettura. Bosa insomma sembra voler trovare una linea di equilibrio: attraverso norme che non tarpino le ali alla quotidianità e ad un reale sviluppo economico visto sempre più in chiave turistica.

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