La Nuova Sardegna

Nuoro

«Sottraevano il gasolio» ma il processo è a rischio

di Valeria Gianoglio
«Sottraevano il gasolio» ma il processo è a rischio

Per la difesa la querela è stata presentata fuori dai tempi previsti dalla norma Per l’accusa e la parte civile l’appropriazione indebita di carburante c’è stata

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NUORO. Secondo la difesa, come ha rilevato ieri l’avvocato Gianluigi Mastio sollevando una eccezione in aula, il processo che vede due nuoresi a giudizio con l’accusa di appropriazione indebita di gasolio della ditta Langiu carburanti, dovrebbe finire con un nulla di fatto e con il reato estinto perché la parte lesa non ha presentato la querela entro i tre mesi successivi alla data nella quale è venuta a conoscenza dell’episodio che costituisce il reato: il 2 gennaio del 2017. Per l’accusa e per la parte civile, invece, il processo deve andare avanti eccome, perché la parte lesa, in realtà, la certezza del reato non l’ha avuta quel giorno. Se il giudice monocratico alla prossima udienza dovesse accogliere l’eccezione, dunque, il processo che vede come imputati un ex autista della ditta Langiu carburanti, Antonello Corda, e Salvatore Farris, titolare di una rivendita di auto usate, potrebbe concludersi con un nulla di fatto perché la querela è stata presentata fuori dai tempi previsti dalle norme. Ma ieri, prima che la difesa sollevasse l’eccezione, al processo è stata sentita l’allora amministratrice della ditta Langiu carburanti, Graziella Deledda. Rispondendo al pm Alberto Pinna, e alla parte civile, rappresentata dall’avvocato Monica Murru, la teste ha raccontato i fatti: «Ho denunciato Corda in seguito ad alcune lamentele che ci erano arrivate da alcuni amministratori di condominio di Nuoro. Un’amministratrice ci aveva segnalato che durante lo scarico di carburante per il condominio, il contalitri non era stato azzerato e che a detta di Corda era difettoso. Un altro, a Siniscola, ci aveva segnalato che durante lo scarico di mille litri di gasolio si era allontanato un attimo per firmare l’assegno, e al ritorno il livello del gasolio era pieno, ma dopo un mese aveva scoperto che anziché mille litri ne aveva solo una settantina». «La nostra ditta – ha continuato la teste – aveva tre autisti ma avevamo ricevuto lamentele solo per Corda. Così, avendo il sospetto che il dipendente sottraesse il carburante (per l’accusa poi lo scaricava in una cisterna all’interno di un terreno di Farris, ndr) ci siamo rivolti a una società di investigazioni che poi ci ha consegnato la sua relazione». E proprio sulla data della consegna, e dell’avvenuta conoscenza del reato, ieri in aula si è acceso il confronto tra l’accusa, e la difesa rappresentata dagli avvocati Mastio, Antonio Falchi, Gianni Falchi e Antonello Cucca. Il giudice deciderà chi ha ragione il 20 febbraio. (v.g.)

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