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Il carnevale bosano entra nel vivo con Giogia Laldaggiolu

di Alessandro Farina
 Il carnevale bosano entra nel vivo con Giogia Laldaggiolu

BOSA. Giovedì 13 febbraio l’ultracentenario Carrasegare ‘Osincu vive una delle sue storiche date: quella di Giogia Laldaggiolu. Per l’amministrazione civica, in testa il responsabile a Turismo e...

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BOSA. Giovedì 13 febbraio l’ultracentenario Carrasegare ‘Osincu vive una delle sue storiche date: quella di Giogia Laldaggiolu. Per l’amministrazione civica, in testa il responsabile a Turismo e cultura Alessandro Campus che sulla cosa crede particolarmente, la kermesse satirica della città del Temo è uno dei capisaldi del rilancio turistico anche in piena bassa stagione nella valle del Temo. «Grazie all’impegno del consigliere regionale Alfonso Marras il carnevale di Bosa sarà inserito fra i grandi eventi della Regione. Il Comune poi si è fortemente impegnato nella promozione dei tanti eventi in cartellone da qui fino al 25 febbraio quest’anno, grazie al fondamentale apporto dell’Associazione Karrasegare ‘Osincu, della Pro loco e di altre realtà dell’associazionismo», spiega Campus.

La maschera di “Gioggia laldagiolu” è molto semplice: basta una giacchetta rigirata, un po’ di fuliggine di sughero sul volto ed una canna o un bastone trasformati in spiedo, in cui infilzare carne, frutta o generi alimentari, e la rappresentazione può iniziare. Una maschera quindi legata fortemente alla popolare interpretazione della vita da queste parti, attraverso le strofe dei trallallera e delle canzoni satiriche, che iniziano a risuonare nelle vie dell’abitato dal mattino fino a tarda notte. Da soli o in gruppo le maschere di “laldaggiolu” portano allegria, e chiedono in cambio “sa palte ‘e cantare”. Generi alimentari, da raccogliere e magari consumare in gruppo nelle ore del desinare, anche questo vissuto in un colare momento di socializzazione. Da diversi anni inoltre l'associazione Karrasegare 'Osincu ha investito nei più giovani, coinvolgendo diverse classi delle scuole cittadine. Per quanto riguarda il comune “Il nostro impegno, insieme a quello dell’associazione e della Pro Loco, ciascuno nel proprio ambito d’azione e compito, è far rivivere la vera tradizione del nostro carnevale. Che è quella di coinvolgere lo spettatore, farlo sentire parte della rappresentazione satirica, non un semplice curioso affacciato ad una transenna” spiega l'assessore Alessandro Campus.

Questo uno dei punti di forza anche della azione promozionale 2020 che, attraverso gli appuntamenti storici come Giogia laldaggiolu, S’Attitidu e Giolzi, o quelli più “moderni” come il Sabato delle Cantine o il Supercarnevale sul Temo, ideato da NuAdventure e che quest’anno tocca dalle 12 di domenica 23 febbraio luna terza edizione ulteriormente arricchita di sorprese, intende richiamare l’attenzione dei visitatori e rivitalizzare con sempre nuove presenze la bassa stagione turistica a Bosa e in Planargia. Il resto, ovviamente, ce lo mette di sicuro la innata propensione locale allo scherzo ed alla satira, attraverso maschere apparentemente “povere” quanto però sempre profondamente radicate nel tessuto storico e culturale della città fluviale.

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