La Nuova Sardegna

Nuoro

Il coraggio di Impastato conquista i nuoresi

di Luca Urgu
Il coraggio di Impastato conquista i nuoresi

Il fratello del giovane ucciso ha incontrato studenti e cittadini: «Teniamo alta la sua testimonianza»

3 MINUTI DI LETTURA





NUORO. Il coraggio per continuare una lotta di civiltà e coraggio, malgrado dalla morte, o meglio dall’assassinio per mano mafiosa di suo fratello Peppino siano passati quarant’anni. La testimonianza di un impegno in prima linea per niente comodo contro non solo le organizzazioni criminali, ma anche verso di chi le sostiene con apatia o girandosi dall’altra parte o ancora verso quei poteri dello Stato collusi con le mafie, è stata portata a Nuoro lunedì sera da Giovanni Impastato, fratello maggiore di uno dei tanti martiri di Cosa nostra. Nello Spazio sintesi di piazza San Giovanni, aperto qualche mese fa dall’avvocato Bastianino Poggiu, per farne un luogo di scambi culturali e dibattiti, Giovanni Impastato ha parlato davanti a un numerosissimo pubblico del suo libro “Oltre i cento passi” stimolato dalle domande di Amedeo Bianchi dell’associazione Priamo Gallisay. L’incontro è stato preceduto dalle considerazioni di Vincenzo Amato, giudice e presidente del tribunale di Nuoro, dalla procuratrice Patrizia Castaldini e dal presidente dell’ordine degli avvocati di Nuoro Angelo Mocci. Tutti, da esperti operatori del diritto hanno rimarcato come il dovere di non dimenticare sia un esercizio nobile verso chi è caduto per portare avanti ideali di giustizia ed equità come la storia purtroppo tragica di Peppino Impastato ha dimostrato a più riprese. Ora quella voce di protesta e denuncia che la mafia voleva far tacere non ha mai smesso di parlare e di dire quello che va detto anche in circostanze scomode. Alla voce di Peppino si è sostituita quella di suo fratello Giovanni che gira l’Italia, incontra gli studenti, approfondisce le tematiche della legalità e del riscatto regalando bei momenti di democrazia e di confronto. Così come è accaduto anche a Nuoro quando in mattinata Giovanni Impastato ha incontrato i ragazzi del liceo linguistico di via Ballero e con loro dialogato a lungo prendendo spunto dalla vicenda di suo fratello, dal film che vent’anni fa fece conoscere in maniera diffusa questa vicenda e infine del libro e della madre Felicia, donna umile e tenace. «Dopo vent’anni finalmente venne fuori la verità ufficiale, quella che tutti noi sapevamo da subito, ovvero che Peppino non era un terrorista ma era stato ucciso dalla mafia. Quando la commissione parlamentare venne a casa nostra mia madre disse che suo figlio era finalmente resuscitato», ha detto Giovanni che ha stimolato i giovani alla lettura e allo studio, i principali strumento per un riscatto che liberi da una condizione di sudditanza psicologica e culturale. «La nostra vecchia abitazione di famiglia è diventata “Casa Memoria Felicia e Peppino Impastato” dove ha sede l’omonima associazione”, ha rimarcato l’autore, «non è più uno spazio nostro ma della collettività con tanta gente che viene a trovarci tutti i giorni. Un modo per tenere alta la testimonianza di Peppino, il suo valore e il suo coraggio che non si è mai fatto intimidire».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Il raid

Undici furgoni a fuoco nella notte: attentato contro un’azienda logistica del sud Sardegna – Le indagini

Le nostre iniziative