Emodinamica, la protesta continua
di Giusy Ferreli
Lanusei, domani la riunione del Nucleo di valutazione per l’apertura del servizio
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LANUSEI. L’appello rivolto dall’assessore regionale alla Sanità ai cardiopatici ogliastrini affinchè interrompano la durissima protesta per l'apertura della sala di Emodinamica è caduto nel vuoto. Ieri mattina, alle 8 in punto, nel corridoio di Cardiologia dell'ospedale di Lanusei, all’appello non mancava nessuno. Nemmeno i due anziani manifestanti, Francesco Doneddu, presidente dell'associazione “Amici del cuore” e Giorgio Micheli che l’altro ieri sono stati ricoverati in Terapia intensiva per l’aggravarsi delle loro condizioni di salute dopo oltre un mese ininterrotto di sciopero della fame e dei farmaci salvavita. «Da qui, come abbiamo sempre detto – hanno detto i due cardiopatici particolarmente provati dalla protesta –, non andremmo via sino a quando il primo paziente non entrerà della sala di Emodinamica». Di sicuro rimarranno in reparto anche domani, giorno in cui a Cagliari si riunirà il Nucleo di valutazione dell'assessorato che, anche dopo le dichiarazioni di Mario Nieddu, dovrebbe dare il tanto atteso via libera all'apertura del servizio. «Gli uffici stanno lavorando con il massimo impegno sulla pratica di accreditamento del reparto di Emodinamica dell’ospedale ogliastrino – ha dichiarato a questo riguardo l’assessore alla Sanità. Nello stesso giorno, alle 12.30, il sindaco di Lanusei e presidente della conferenza sociosanitaria territoriale, ha convocato nella sala Cup del Nostra signora della Mercede l’organismo che raggruppa tutti i sindaci ogliastrini. «La decisione sulla sede non è casuale. Con questo piccolo gesto, l’amministrazione – ha dichiarato Burchi – vuole ribadire con forza la vicinanza all’associazione Amici del cuore e a tutti i cittadini che, oramai da troppo tempo, stanno chiedendo risposte positive rispetto alle criticità legate alle problematiche dei servizi sanitari ogliastrini». Contro la Regione si è scagliato anche Liberu. «Non è chiaro – ha scritto Pier Franco Devias a nome del movimento indipendentista – per quali ragioni l’assessorato alla Sanità, per un intero mese dall’inasprirsi della protesta, non abbia provveduto a risolvere tempestivamente il problema denunciato dai pazienti, che mettevano a repentaglio la loro salute. Un disservizio che costringe 370 pazienti malati e spesso anziani a doversi recare presso gli ospedali di Nuoro e di Cagliari per essere curati, quando da 10 anni c’è un reparto pronto all’uso». Per Devias la causa di questa mancata apertura è da imputare a «una classe politica incapace e distante dai problemi dei cittadini, incapace di assumersi le responsabilità di cui si sono fatti carico».
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