La Nuova Sardegna

Nuoro

Straordinari azzerati, sanità in rivolta

di Kety Sanna
Straordinari azzerati, sanità in rivolta

Personale in agitazione. Mustaro: «L’ultima circolare manderà in tilt il sistema». E la Fsi-Usae ne chiede la revoca

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NUORO. Centinaia di ore di straordinario sparite nel nulla; buoni pasto non pagati; salario legato alla produttività del 2018 non ancora retribuito. Medici, infermieri, operatorio socio sanitari, ausiliari e tecnici del comparto sanitario del Nuorese hanno deciso di denunciare una situazione non più tollerabile. Oltre al danno la beffa, verrebbe da esclamare alla luce di una situazione che rischia da tempo il collasso per via della carenza organica del personale che da troppi mesi richiede l’utilizzo delle risorse di straordinario e di prestazione aggiuntiva. Ma a scatenare il malcontento fra i lavoratori della Sanità, la circolare diramata qualche giorno fa dalla dirigenza dell’Ats (Azienda tutela della salute) per regolare i debiti e le eccedenze orarie del personale. A partire dal 1° gennaio 2020 – recita la nota a firma della dirigente del servizio Ricerca e selezione delle risorse umane, Patrizia Sollai – i debiti orari da una incompleta prestazione delle ore dovute contrattualmente dovranno essere recuperati entro il mese successivo a quello in cui si è verificata la situazione debitoria, quindi entro febbraio 2020. Trascorso tale termine, si provvederà alla proporzionale decurtazione economica della retribuzione e del trattamento economico. Analogamente le eccedenze orarie scaturite dal ricorso alla flessibilità connesse al profilo orario attribuito sono compensate entro il mese successivo (febbraio 2020). Trascorso tale termine verranno azzerate. Ebbene, secondo la circolare medici, infermieri, Oss, ausiliari e tecnici dipendenti delle strutture sanitarie dell’isola, per evitare di perdere le ore lavorate in eccedenza dovrebbero assentarsi improvvisamente e contemporaneamente mandando in tilt l’intero sistema sanitario. Sarebbe la paralisi. «Non siamo in una fabbrica – sostengono indignati i lavoratori –. In sanità è molto frequente che si vada oltre il normale orario di lavoro per le esigenze oggettive del tipo di prestazioni che noi eroghiamo». Le lamentele raccolte in queste ore dal coordinatore territoriale della Cisl Funzione pubblica di Nuoro, Giorgio Mustaro, non si contano più. «L’ormai cronica carenza di personale – sottolinea il sindacalista – costringe gli operatori ad un surplus di ore lavorate. Regolare i debiti e le eccedenze in modo così rigido, oltre a penalizzare le tasche dei lavoratori può creare ulteriori disguidi nell’erogazione dei servizi. La visione burocratica delle prestazioni sanitarie – aggiunge – rischia di far crescere il malcontento sia fra chi quotidianamente fa i salti mortali per garantire i servizi, e fra chi si rivolge alla struttura pubblica per avere risposte concrete ai propri bisogni di salute. C’è stato anche segnalato – incalza Mustaro – che all’inizio del 2018 e del 2019 l’Ats abbia azzerato unilateralmente tutta la situazione oraria, a debito e a credito, di ogni singolo dipendente. Ci sono operatori che si sono visti portare via, dall’oggi al domani, centinaia di ore lavorate. Tutto questo mentre l’efficientissima Ats da un anno, ai propri dipendenti, non paga i buoni pasto (6 – 700 euro). Così come non si ha notizia di quando gli stessi potranno avere in busta paga il salario legato alla produttività del 2018. Insomma – conclude il coordinatore Cisl nuorese – un’azienda molto pignola quando si tratta di togliere e poco puntuale quando è il momento di pagare».

Intanto, alla luce dell’attuale situazione, l’organizzazione Fsi-Usae (Federazione sindacati indipendenti) con una nota indirizzata al commissario Ats Giorgio Steri, al direttore amministrativo Attilio Murru e all’assessore alla Sanità Mario Nieddu «diffida il servizio del personale a dar seguito alla circolare volendone disporre l’immediata revoca con circolare da portare a conoscenza di tutti i lavoratori».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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