La Nuova Sardegna

Nuoro

Cocco: primarie sì, ma delle idee

di Alessandro Mele

L’assessore alla Cultura: «No a un talent show sui nomi, il candidato sindaco lo abbiamo già»

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NUORO. «Il nome del candidato sindaco lo abbiamo già, confrontiamoci sulle idee». L’assessore alla Cultura e attuale vice sindaco Sebastian Cocco interviene sul tema della primarie fissate dal tavolo dei progressisti per il prossimo 5 aprile. Non una chiusura, dunque, ma una richiesta specifica di incontrarsi sui contenuti. «Ritengo – afferma Cocco – che lo strumento più efficace per unire i due luoghi di incontro sia quello delle primarie delle idee. È notizia di qualche giorno fa che il tavolo che raggruppa le forze politiche ufficiali del centrosinistra in città, riunitosi più volte, abbia proposto le primarie per individuare il candidato sindaco. Va dato subito merito a coloro i quali hanno radunato tutte le sensibilità che si riconoscono nell’area democratica, civica, cattolica e popolare, progressista e riformista per esplorare la possibilità di proporre ai cittadini un programma e una visione del governo della città, dopo anni di frammentazioni e contrapposizioni. Ritengo tuttavia che il metodo delle primarie sui nomi rappresenti una risposta sbagliata a domande legittime che provengono dagli elettori di quest’area e, direi, da tutta la città».

L’assessore alla Cultura motiva le ragioni di questa convinzione: «Per un sindaco uscente, la primarie sono rappresentate direttamente dalle urne – afferma con chiarezza –. Chi lo dovrebbe mettere in discussione prima del vaglio dei cittadini è semmai la coalizione che lo ha sostenuto. Ma questo non è avvenuto. Inoltre, per competere sulla scelta della guida di una squadra occorre sapere chi, della stessa, fa parte. Qui – prosegue – riscontriamo una prima contraddizione tra il gruppo dirigente del Pd, mosso come detto da lodevole spirito unificatore e il suo gruppo consiliare, noto per una accanita e talvolta feroce opposizione anche su quei temi che dovrebbero essere la bandiera di una forza progressista. Non è chiaro, insomma, con quale Partito Democratico bisogna rapportarsi». Sebastian Cocco non lascia spazio ad interpretazioni: «I cittadini ci chiedono idee, visioni e proposte – dice – non un talent show sui nomi. A proposito di nomi, vi è un aspetto che rischia di apportare ulteriori frizioni. A nessuno sfugge che uno dei candidati intenzionato a candidarsi alle primarie (Francesco Manca ndc) e lo dico col massimo rispetto è stato proprio uno dei principali protagonisti, da segretario politico cittadino, della spaccatura tra la coalizione civica che ha sostenuto Soddu e ha vinto le amministrative e la coalizione uscente di centrosinistra che ha sostenuto Bianchi, uscita sconfitta proprio a causa delle endemiche, esiziali divisioni interne».

«La sua presenza, sia pure mitigata dalle vesti di una lista civica, ha tutto il sapore di un dannoso e tardivo tentativo di rivincita. Qua non si chiede il mea culpa a nessuno, ma un atto di assunzione di responsabilità e, magari, un passo di lato, sì. Fare comunità significa anche rinunciare alle proprie ambizioni personali a vantaggio, appunto, di una comunità. Politica, in questo caso. Ecco – conclude il vice sindaco – di tutto ha necessità la città tranne che di questo. Ciò non vuol dire che non ci sia la volontà, almeno da parte del mio partito Italia in Comune, di trovare altri percorsi per arrivare a un punto di sintesi tra coloro che si richiamano a valori affini. Incontriamoci già da domani per discutere sul programma, partendo dalle tante cose fatte in questi cinque anni e dagli altrettanti elementi di debolezza, programma al quale ciascuna forza del campo democratico e progressista può e deve contribuire. Facciamolo uscendo dai tavoli degli addetti ai lavori. Il 5 aprile deve essere una tappa di questo tracciato, un momento di festa, di riscoperta di un comune sentire, di esplosione di idee, di progettazione del futuro che deve condurci a un governo della città coeso, credibile, autorevole e concreto».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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