Dentro Badu ’e Carros tre cellulari e droga
La Polizia penitenziaria li ha trovati a due detenuti dell’Alta sicurezza. Cinque giorni fa un altro blitz
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NUORO. Nuovo blitz della Polizia penitenziaria nel carcere di Badu ’e Carros: gli agenti hanno sequestrato tre micro-cellulari e un quantitativo di hascisc ad un detenuto della sezione Alta sicurezza e ad un altro proveniente da un diverso istituto. L’operazione arriva ad appena cinque giorni dal ritrovamento di otto micro-cellualari e droga, destinati ad un detenuto esponente della nuova mafia pugliese, Patrizio Villani conosciuto come “il primitivo”: in quella circostanza era stato arrestato il figlio 19enne dell’uomo, utilizzato come corriere.
Ieri, ancora una volta si sono rivelati determinanti l’impegno e l’attenzione del personale, coordinato dalla comandante Manuela Cojana. Due dei micro cellulari – apparecchi di appena sei centimetri – sono stati ritrovati nelle parti intime di un detenuto appartenente alla criminalità organizzata. Il recluso aveva nascosto lo stupefacente all’interno dell’orecchio. Il terzo micro-cellulare è stato invece trovato nelle parti intime di un detenuto arrivato da poco a Badu ’e Carros. La Procura indaga per scoprire come telefonini e droga siano entrati nel carcere.
Sul ritrovamento, interviene il segretario generale della Uil Polizia penitenziaria della Sardegna, Michele Cireddu: «La Polizia penitenziaria nuorese è un’ eccellenza, il Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria ne riconosca i meriti con provvedimenti ufficiali. Le indagini non si sono infatti fermate ed il livello di guardia non si è mai abbassato. Il risultato delle operazioni coordinate dal comandante del reparto stanno evidenziando in maniera inequivocabile che la Polizia penitenziaria nuorese insieme al personale della Sardegna rappresenta una vera eccellenza nazionale. Non sono ancora stati consegnati gli strumenti che possono individuare la presenza dei microcellulari ma i nostri poliziotti hanno ovviato alla carenza di attenzione dipartimentale con l’intuito, le capacità info-investigative e con la straordinaria operatività». Ancora, «Alla Polizia penitenziaria di Nuoro va il ringraziamento della Uil e di tutti i cittadini per la straordinaria capacità di garantire la presenza dello Stato e della legalità nei territori considerati di confine».
Ieri, ancora una volta si sono rivelati determinanti l’impegno e l’attenzione del personale, coordinato dalla comandante Manuela Cojana. Due dei micro cellulari – apparecchi di appena sei centimetri – sono stati ritrovati nelle parti intime di un detenuto appartenente alla criminalità organizzata. Il recluso aveva nascosto lo stupefacente all’interno dell’orecchio. Il terzo micro-cellulare è stato invece trovato nelle parti intime di un detenuto arrivato da poco a Badu ’e Carros. La Procura indaga per scoprire come telefonini e droga siano entrati nel carcere.
Sul ritrovamento, interviene il segretario generale della Uil Polizia penitenziaria della Sardegna, Michele Cireddu: «La Polizia penitenziaria nuorese è un’ eccellenza, il Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria ne riconosca i meriti con provvedimenti ufficiali. Le indagini non si sono infatti fermate ed il livello di guardia non si è mai abbassato. Il risultato delle operazioni coordinate dal comandante del reparto stanno evidenziando in maniera inequivocabile che la Polizia penitenziaria nuorese insieme al personale della Sardegna rappresenta una vera eccellenza nazionale. Non sono ancora stati consegnati gli strumenti che possono individuare la presenza dei microcellulari ma i nostri poliziotti hanno ovviato alla carenza di attenzione dipartimentale con l’intuito, le capacità info-investigative e con la straordinaria operatività». Ancora, «Alla Polizia penitenziaria di Nuoro va il ringraziamento della Uil e di tutti i cittadini per la straordinaria capacità di garantire la presenza dello Stato e della legalità nei territori considerati di confine».
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