Casa di riposo, nuova morte sospetta
di Valeria Gianoglio
La Procura apre un altro fascicolo per maltrattamenti e abbandono di incapace. Due indagati: una è la ex direttrice
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NUORO. Una condanna a 5 anni alle spalle e un processo d’appello che si dovrebbe concludere a marzo e per il quale il procuratore generale Stefano Fiori ha già chiesto la conferma della condanna arrivata in primo grado: i guai giudiziari di Rosanna Serra, la ex direttrice della casa di riposo di via Aosta sembravano chiusi con la vicenda giudiziaria cominciata nel 2015 e con i suoi strascichi fatti anche da un processo per calunnia e di un altro per maltrattamenti, e invece un altro fronte si è aperto nelle ultime ore.
Qualche giorno fa, infatti, all’ex direttrice della residenza per anziani, che ora svolge il ruolo di consulente per la gestione del personale all’interno della stessa struttura, è stata notificata una informazione di garanzia per l’ipotesi di reato di maltrattamenti e abbandono di incapace. L’avviso è relativo a una nuova morte sospetta. Lo scorso 17 febbraio un pensionato di 84 anni, che era ospite della residenza di via Aosta, era stato ricoverato in condizioni critiche all’ospedale San Francesco, e lì, poche ore dopo il suo ingresso, intorno alle 2 del mattino del 18 febbraio, era morto. Secondo l’amministratrice di sostegno dell’anziano, nella morte dell’uomo, c’era la responsabilità del personale della casa di riposo. Di qui, dunque, la presentazione di un esposto alla Procura perché indagasse a fondo sulla vicenda e scoprisse se vi fossero responsabilità, negligenze, omissioni o altre ipotesi.
Dopo aver fatto le verifiche necessarie e aver aperto un fascicolo d’inchiesta per le ipotesi di reato previste dall’articolo 591 e 572 del codice penale, ovvero abbandono di incapace e maltrattamenti, il pm Bocciarelli ha inviato due avvisi di garanzia. Uno lo ha fatto notificare a Rosanna Serra, e l’altro a una dipendente della casa di riposo di via Aosta: Tania Ena, impiegata nel ramo della gestione del personale con un contratto part time. L’avviso era necessario per poter disporre l’esame autoptico sul corpo dell’anziano, e dare modo così alle parti di nominare un loro consulente, se lo avessero ritenuto necessario. L’autopsia è stata eseguita ieri mattina dall’anatomopatologo Vindice Mingioni. Toccherà a lui, adesso, stilare una relazione dettagliata sulle cause che hanno portato il pensionato alla morte in ospedale nei giorni scorsi. All’esame erano presenti anche i difensori, l’avvocato di Rosanna Serra, Francesco Lai, sostituito dalla collega Piera Pittalis, e quello di Tania Ena, Pietro Salis, oltre all’avvocato Antonio Cualbu che tutela i familiari del’anziano, insieme al loro consulente Roberto Demontis. Mingioni ha chiesto 120 giorni di tempo per depositare la sua relazione finale.
E se da un lato si apre un nuovo fronte giudiziario per Rosanna Serra, dall’altro nelle prossime settimane si avvia a conclusione il processo di secondo grado nato dalla prima inchiesta per maltrattamenti e abbandono di incapace aggravato dall’evento morte. La difesa discuterà il 9 marzo, davanti alla corte d’assise d’appello di Sassari.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Qualche giorno fa, infatti, all’ex direttrice della residenza per anziani, che ora svolge il ruolo di consulente per la gestione del personale all’interno della stessa struttura, è stata notificata una informazione di garanzia per l’ipotesi di reato di maltrattamenti e abbandono di incapace. L’avviso è relativo a una nuova morte sospetta. Lo scorso 17 febbraio un pensionato di 84 anni, che era ospite della residenza di via Aosta, era stato ricoverato in condizioni critiche all’ospedale San Francesco, e lì, poche ore dopo il suo ingresso, intorno alle 2 del mattino del 18 febbraio, era morto. Secondo l’amministratrice di sostegno dell’anziano, nella morte dell’uomo, c’era la responsabilità del personale della casa di riposo. Di qui, dunque, la presentazione di un esposto alla Procura perché indagasse a fondo sulla vicenda e scoprisse se vi fossero responsabilità, negligenze, omissioni o altre ipotesi.
Dopo aver fatto le verifiche necessarie e aver aperto un fascicolo d’inchiesta per le ipotesi di reato previste dall’articolo 591 e 572 del codice penale, ovvero abbandono di incapace e maltrattamenti, il pm Bocciarelli ha inviato due avvisi di garanzia. Uno lo ha fatto notificare a Rosanna Serra, e l’altro a una dipendente della casa di riposo di via Aosta: Tania Ena, impiegata nel ramo della gestione del personale con un contratto part time. L’avviso era necessario per poter disporre l’esame autoptico sul corpo dell’anziano, e dare modo così alle parti di nominare un loro consulente, se lo avessero ritenuto necessario. L’autopsia è stata eseguita ieri mattina dall’anatomopatologo Vindice Mingioni. Toccherà a lui, adesso, stilare una relazione dettagliata sulle cause che hanno portato il pensionato alla morte in ospedale nei giorni scorsi. All’esame erano presenti anche i difensori, l’avvocato di Rosanna Serra, Francesco Lai, sostituito dalla collega Piera Pittalis, e quello di Tania Ena, Pietro Salis, oltre all’avvocato Antonio Cualbu che tutela i familiari del’anziano, insieme al loro consulente Roberto Demontis. Mingioni ha chiesto 120 giorni di tempo per depositare la sua relazione finale.
E se da un lato si apre un nuovo fronte giudiziario per Rosanna Serra, dall’altro nelle prossime settimane si avvia a conclusione il processo di secondo grado nato dalla prima inchiesta per maltrattamenti e abbandono di incapace aggravato dall’evento morte. La difesa discuterà il 9 marzo, davanti alla corte d’assise d’appello di Sassari.
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