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Nuoro

Prevosto ricompatta il Pd: «Soddu è ancora in tempo»

di Luciano Piras
Prevosto ricompatta il Pd: «Soddu è ancora in tempo»

Il candidato dem alle primarie del 5 aprile apre al dialogo con Bidoni e M5s «La mia famiglia divisa tra me e Offeddu? Siamo entrambi parenti acquisiti»

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NUORO. Carlo Prevosto ha un merito gigantesco: è l’uomo che ha rimesso insieme le diverse anime del Pd nuorese. Imprenditore, classe 1963, sposato e padre di due figli, è uno dei dieci componenti del coordinamento regionale del Pd. Dopo un dibattito sfiancante, fatto di proposte e controproposte, di nomi e strategie, l’assemblea provinciale Dem lo ha appena candidato, all’unanimità, alle primarie del 5 aprile.

Ma ora rischia di dividere la sua famiglia... suo zio Ciriaco Offeddu probabilmente sarà uno dei candidati sindaco alle elezioni comunali di giugno...

«Probabilmente non vuol dire certamente. Ciriaco è una persona a cui devo molto e a cui sono particolarmente legato, ma dal punto di vista politico non ci siamo mai trovati. Sono stato alla sua prima iniziativa pubblica, ha tante idee che condivido e di cui mi piacerebbe discutere con lui, anche in pubblico».

Ma la famiglia sarà comunque a un bivio: o vota il nipote o vota lo zio.

«(ride) Certo è che per entrambi vale il concetto che siamo parenti acquisiti... ».

Torniamo al Pd, un partito in agonia. Troppe divisioni, troppe correnti, basti pensare al dibattito sulle primarie: chi invitava il sindaco Soddu, chi non lo voleva... qual è lo stato di salute reale del partito democratico nuorese?

«Il Pd è un partito che ha ripreso a far politica. Lo stesso deliberato unanime dell’altra sera ne è la prova. Il Pd ha commesso degli errori e creato confusione tra i propri elettori. Ma questo deriva anche dal fatto che è una forza politica vera, che discute e resta portante per tutto il centrosinistra. Abbiamo ricostruito un perimetro comune con i nostri alleati che sceglierà il nostro leader con le primarie. Abbiamo raggiunto poi l’unanimità sulla mia candidatura, che, sottolineo, non esisterebbe se non me lo avesse chiesto unanimamente il partito. La mia è una candidatura di servizio, non è un’autocandidatura. Nonostante le fughe in avanti di chi vede il Pd come un taxi, “lo uso fin quando mi serve, e quando non mi serve scendo”, nonostante questo il Pd ha parlato con una sola voce. L’altra sera quelli che parlano a titolo personale non si son visti, purtroppo».

Il riferimento è per caso all’ex assessore regionale della Sanità Luigi Arru?

«Questo lo sta dicendo lei. Nella fase del dibattito ognuno difende ciò che ritiene giusto. Assunte le decisioni, tutti gli iscritti al partito devono comportarsi con coerenza e in particolare le personalità come Luigi Arru che resterebbe comunque libero di sostenere Soddu ma, appunto, nelle primarie».

O forse si riferiva a Michele Piras che non arriva dal Pd?

«Michele Piras viene da Sel ma è del Pd, è un tesserato del Pd, è uno che si è sobbarcato, insieme ad altri, un grandissimo lavoro di paziente tessitura delle fila del centrosinistra. Michele Piras è la dimostrazione che il Pd è in grado di allargarsi oltre il suo perimetro tradizionale».

Il Pd ha quagliato. Ha il suo candidato: Prevosto. Ma Soddu è fuori. Il centrosinistra non rischia così di cedere la posta al centrodestra?

«Noi vogliamo fugare questo rischio e le primarie sono il metodo per unificare il campo di tutti i progressisti e superare in modo trasparente anche le divisioni che vengono dal passato. Soddu a maggior ragione, considerato che è stato un candidato alle europee con il simbolo del Pd, dovrebbe passare attraverso le primarie. Spero che gli elettori del Pd e del centrosinistra allargato possano apprezzare la differenza. Prendendo atto di tanti errori fatti, noi riteniamo che la scelta del candidato sindaco debba essere rimessa ai nostri elettori. È un atto di umiltà, di buon senso e di rispetto. Altri continuano a insultarci dicendo che le primarie sono falsamente democratiche. Non riesco a capire perché chiedere a migliaia di elettori il voto sul nostro candidato sindaco sia meno democratico della scelta fatta da quattro o cinque ex amministratori del centrosinistra. Chiunque si può candidare, bastano solo cento firme. Le correnti di partito, i signori delle tessere... sono tutte chiacchiere che lasciano il tempo che trovano».

C’è un margine di trattativa per recuperare Soddu?

«Faccio un appello a Soddu, ma anche a Lisetta Bidoni e ai Cinque stelle affinché partecipino alle primarie per confrontarci con il nostro elettorato».

Soddu è ancora in tempo?

«Assolutamente sì. Ha tempo fino al 15 marzo, termine ultimo per la presentazione delle liste. Lo auspico vivamente, visto che mi ritengo un suo amico personale e spero di non diventare un suo avversario politico».

Appello anche a Bidoni e al suo Progetto Nuoro 20-25?

«Assolutamente sì. È una parte del nostro mondo che si è chiamato fuori perché riteneva che le primarie fossero uno strumento per confermare Soddu, ma non sono così. Decidono gli elettori, non i capicorrente né i capibastone o presunti tali».

Perché un sindaco uscente come quello di Nuoro si deve sottoporre alle primarie mentre non succede altrove?

«Non è così. Ci sono esempi di vario tipo. Michele Emiliano, presidente uscente della Regione Puglia, ha chiesto e vinto le primarie. Le primarie si fanno sempre quando c’è chi le chiede. Quando c’è l’unanimità le primarie non si fanno. A Nuoro le primarie sono utili perché non c’è accordo. Bisogna avere rispetto degli altri componenti dello schieramento, di coloro che si candidano in alternativa, che non sono certo figli di un Dio minore».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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