Violenza sessuale, rito abbreviato
di Luca Urgu
Accolta la richiesta del pastore di Orune accusato per i fatti della Notte bianca. La donna parte civile
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NUORO. Verrà giudicato con il rito abbreviato Pasquale Mula, l’allevatore di Orune di 38 anni, accusato di violenza sessuale nei confronti di una ragazza. Ieri il gup Teresa Castagna ha accolto la richiesta del rito alternativo formulata dall’avvocato Gianluca Sannio, difensore dell’imputato e rinviato il processo al prossimo 12 maggio. In quella data si terrà la discussione tra le parti e con ogni probabilità nella stessa giornata verrà emessa la sentenza.
Ieri la presunta vittima si è costituita parte civile nel processo assistita dall’avvocato Giovanna Serra. Prima dell’udienza celebrata al quarto piano del palazzo di Giustizia si era tenuto un incidente probatorio per cristallizzare la testimonianza della donna, che sostiene di aver subìto violenza in piazza Su Connottu dopo una serata di festa in occasione della Notte Bianca a Nuoro. L’inchiesta è seguita fin dalla prima ora dal pm Giorgio Bocciarelli che anche in quel momento specifico ha sollecitato la ragazza a raccontare quanto sarebbe successo tra la notte di sabato 14 e la mattina di domenica 15 settembre, in pieno centro città. Anche in quella circostanza la parte lesa ha confermato quanto detto da subito agli agenti di polizia che l’hanno sentita più volte prima di denunciare, e poi arrestare il presunto aggressore finito ai domiciliari con il grave capo di imputazione.
La donna ha spiegato di essersi appisolata in auto dopo aver trascorso la nottata di festa con le amiche. Avevano bevuto ma non al punto di ubriacarsi. Si sentiva stanca e aveva deciso di andare a sdraiarsi in macchina: a svegliarla un senso di soffocamento, e quel peso addosso che la opprimeva. Un uomo era sopra di lei e mentre la toccava le diceva di stare zitta. Alla sua reazione le aveva stretto la mano sulla gola, lasciandole evidenti segni sul collo. E ancora lei che tentava di liberarsi, e con un braccio o con una gamba aveva azionato involontariamente lo stereo che, partendo ad altissimo volume, aveva segnato la fine dell’incubo. Il presunto aggressore, spaventato, era scappato mentre lei, terrorizzata, era scesa dall’auto e aveva chiesto aiuto. Poi si era precipitava in Questura per denunciare l’accaduto. Una ricostruzione contestata dalla difesa dell’uomo che punterebbe su alcune contraddizioni e incongruenze per scagionare il proprio assistito dall’accusa di violenza sessuale, che fin dal primo momento ha respinto. A Mula, individuato da subito come il presunto autore della violenza avvenuta in piazza Su Connottu, alla fine della Notte Bianca in città, era stata notificata nella sua casa di Orune l’ordinanza di misura cautelare ai domiciliari emessa dal gip Claudio Cozzella. Contro di lui oltre al racconto della donna, le testimonianze delle persone che lo hanno visto scappare e anche fermato. Poi ci sarebbero le immagini delle telecamere attorno alla piazza.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Ieri la presunta vittima si è costituita parte civile nel processo assistita dall’avvocato Giovanna Serra. Prima dell’udienza celebrata al quarto piano del palazzo di Giustizia si era tenuto un incidente probatorio per cristallizzare la testimonianza della donna, che sostiene di aver subìto violenza in piazza Su Connottu dopo una serata di festa in occasione della Notte Bianca a Nuoro. L’inchiesta è seguita fin dalla prima ora dal pm Giorgio Bocciarelli che anche in quel momento specifico ha sollecitato la ragazza a raccontare quanto sarebbe successo tra la notte di sabato 14 e la mattina di domenica 15 settembre, in pieno centro città. Anche in quella circostanza la parte lesa ha confermato quanto detto da subito agli agenti di polizia che l’hanno sentita più volte prima di denunciare, e poi arrestare il presunto aggressore finito ai domiciliari con il grave capo di imputazione.
La donna ha spiegato di essersi appisolata in auto dopo aver trascorso la nottata di festa con le amiche. Avevano bevuto ma non al punto di ubriacarsi. Si sentiva stanca e aveva deciso di andare a sdraiarsi in macchina: a svegliarla un senso di soffocamento, e quel peso addosso che la opprimeva. Un uomo era sopra di lei e mentre la toccava le diceva di stare zitta. Alla sua reazione le aveva stretto la mano sulla gola, lasciandole evidenti segni sul collo. E ancora lei che tentava di liberarsi, e con un braccio o con una gamba aveva azionato involontariamente lo stereo che, partendo ad altissimo volume, aveva segnato la fine dell’incubo. Il presunto aggressore, spaventato, era scappato mentre lei, terrorizzata, era scesa dall’auto e aveva chiesto aiuto. Poi si era precipitava in Questura per denunciare l’accaduto. Una ricostruzione contestata dalla difesa dell’uomo che punterebbe su alcune contraddizioni e incongruenze per scagionare il proprio assistito dall’accusa di violenza sessuale, che fin dal primo momento ha respinto. A Mula, individuato da subito come il presunto autore della violenza avvenuta in piazza Su Connottu, alla fine della Notte Bianca in città, era stata notificata nella sua casa di Orune l’ordinanza di misura cautelare ai domiciliari emessa dal gip Claudio Cozzella. Contro di lui oltre al racconto della donna, le testimonianze delle persone che lo hanno visto scappare e anche fermato. Poi ci sarebbero le immagini delle telecamere attorno alla piazza.
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