Lanaitho, bando di gestione da rifare
di Nino Muggianu
Oliena, le consigliere Salis e Maricosu accusano la giunta per il capitolato
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OLIENA. Siti archeologici chiusi da ottobre scorso, in attesa di un bando che avrebbe dovuto rivoluzionare la gestione della valle di Lanaitho. Il bando finalmente è stato pubblicato, ma nessun cambiamento di rilievo si rileva nella impostazione del capitolato, che sembra quasi la fotocopia dei precedenti se non fosse per degli elementi peggiorativi. Questo è quanto ritengono le consigliere di opposizione Gianfranca Salis e Manuela Maricosu, secondo le quali la logica sarebbe quella per fortuna superata dagli anni Ottanta per cui si pensa che gli introiti dei biglietti dei siti archeologici possano garantire il sostentamento delle aree e coprire il costo delle risorse umane che vi operano. «I beni messi a bando sono sostanzialmente sempre gli stessi: il villaggio di Sa Sedda ‘e sos carros, le grotte, e i locali di Budurrai, nelle condizioni in cui sono stati ereditati – sottolineano Salis e Maricosu – e senza che nessun nuovo investimento ne abbia migliorato la situazione».
La politica alla base del nuovo bando per le due consigliere mira a incassare reddito e ha interesse solo per la mera custodia delle proprietà comunali, ma non si preoccupa di gettare le basi per una gestione lungimirante e moderna delle preziose risorse ambientali e culturali della valle. «Nessuna premialità per le offerte tecniche migliorative, nessuna valutazione sulla qualità della gestione e dei servizi offerti, ma solo la volontà di scaricare ogni eventuale costo sul futuro soggetto gestore, chiamato ad investimenti importanti e sostanzialmente a fondo perduto in cambio di soli 10 mesi di servizio». Un tempo non sufficiente, per le due esponenti dell'opposizione olianese, per impostare un servizio al pubblico efficiente o per rientrare dai potenti investimenti che sarebbero necessari. Come quelli necessari per i locali di Budurrai, ancora senza acqua. «Nel capitolato si fa riferimento a un gruppo elettrogeno (a carico della ditta). Non è chiaro quanti e quali siano i pannelli solari funzionanti e l’entità delle manutenzioni straordinari. Sono previsti a carico del comune 3 rifornimenti di acqua in autobotti. Inoltre, la mancanza di acqua corrente, nonostante una condotta esistente, non consente di programmare un offerta di ristorazione che vada oltre la distribuzione di lattine e panini imbustati».
Il bando, sempre secondo Salis e Maricosu, sarebbe poco appetibile, se a questa situazione si aggiunge che a carico del gestore è previsto un canone, una percentuale sui biglietti da versare al Comune, e le spese di personale, calcolato in 4 persone di cui peraltro non sono specificati i requisiti. «Questo bando – concludono Salis e Maricosu –è veramente poco appetibile per chi voglia seriamente dedicarsi a questa attività, e ci pare l’ennesima occasione sprecata».
La politica alla base del nuovo bando per le due consigliere mira a incassare reddito e ha interesse solo per la mera custodia delle proprietà comunali, ma non si preoccupa di gettare le basi per una gestione lungimirante e moderna delle preziose risorse ambientali e culturali della valle. «Nessuna premialità per le offerte tecniche migliorative, nessuna valutazione sulla qualità della gestione e dei servizi offerti, ma solo la volontà di scaricare ogni eventuale costo sul futuro soggetto gestore, chiamato ad investimenti importanti e sostanzialmente a fondo perduto in cambio di soli 10 mesi di servizio». Un tempo non sufficiente, per le due esponenti dell'opposizione olianese, per impostare un servizio al pubblico efficiente o per rientrare dai potenti investimenti che sarebbero necessari. Come quelli necessari per i locali di Budurrai, ancora senza acqua. «Nel capitolato si fa riferimento a un gruppo elettrogeno (a carico della ditta). Non è chiaro quanti e quali siano i pannelli solari funzionanti e l’entità delle manutenzioni straordinari. Sono previsti a carico del comune 3 rifornimenti di acqua in autobotti. Inoltre, la mancanza di acqua corrente, nonostante una condotta esistente, non consente di programmare un offerta di ristorazione che vada oltre la distribuzione di lattine e panini imbustati».
Il bando, sempre secondo Salis e Maricosu, sarebbe poco appetibile, se a questa situazione si aggiunge che a carico del gestore è previsto un canone, una percentuale sui biglietti da versare al Comune, e le spese di personale, calcolato in 4 persone di cui peraltro non sono specificati i requisiti. «Questo bando – concludono Salis e Maricosu –è veramente poco appetibile per chi voglia seriamente dedicarsi a questa attività, e ci pare l’ennesima occasione sprecata».
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