Redentore 2015, dirigente a processo
Non avrebbe rispettato le prescrizioni impartite dalla Commissione di vigilanza
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NUORO. È finita a processo con l’accusa di inosservanza delle prescrizioni impartite dalla Commissione provinciale di vigilanza sui locali di pubblico spettacolo, presieduta dal Prefetto. Maria Lucia Malandrino, in qualità di dirigente del servizio di Turismo, Cultura e Spettacolo del Comune di Nuoro nominata dall’allora Giunta Bianchi a dirigere la cabina di regia della manifestazione del Redentore 2015, non avrebbe osservato le prescrizioni imposte dall’autorità e dalla Commissione che si era riunita più volte prima dell’evento.
Ieri è proseguito con l’audizione di alcuni testi il processo davanti al giudice Rosetti. In aula il dirigente del Comune Franco Rosu che ha dichiarato di aver sostituito l’imputata perché assente per ferie, ritenendo di non essere a conoscenza della valutazione della commissione di vigilanza, e su domande delle parti, ha sottolineato che la Commissione aveva compiti consultivi ma non decisionali.
Anche quell’anno la Regione, solo all’ultimo momento aveva stanziato l’impegno di spesa per l’evento cittadino e l’imputata, difesa dall’avvocato Gianluigi Mastio, aveva presentato a tale organismo un programma di massima che si sarebbe dovuto perfezionare. Circostanza questa, confermata anche dalla dipendente comunale Maria Antonietta Sanna che ha spiegato che l’organizzazione della festa, in prossimità della stessa si era svolta normalmente e che le prescrizioni, a suo avviso, erano state rispettate.La Malandrino a luglio era andata in ferie incaricando però altri impiegati del completamento del calendario dell’evento. Al suo rientro, il 15 luglio, inviò alla Commissione il programma completo. Questa individuò però alcune criticità e invitò la responsabile del servizio a rimuoverle. La dirigente che aveva già affidato i lavori all’impresa si era uniformata sebbene non fosse legittimata a rilasciare autorizzazioni che non le competevano. (k.s.)
Ieri è proseguito con l’audizione di alcuni testi il processo davanti al giudice Rosetti. In aula il dirigente del Comune Franco Rosu che ha dichiarato di aver sostituito l’imputata perché assente per ferie, ritenendo di non essere a conoscenza della valutazione della commissione di vigilanza, e su domande delle parti, ha sottolineato che la Commissione aveva compiti consultivi ma non decisionali.
Anche quell’anno la Regione, solo all’ultimo momento aveva stanziato l’impegno di spesa per l’evento cittadino e l’imputata, difesa dall’avvocato Gianluigi Mastio, aveva presentato a tale organismo un programma di massima che si sarebbe dovuto perfezionare. Circostanza questa, confermata anche dalla dipendente comunale Maria Antonietta Sanna che ha spiegato che l’organizzazione della festa, in prossimità della stessa si era svolta normalmente e che le prescrizioni, a suo avviso, erano state rispettate.La Malandrino a luglio era andata in ferie incaricando però altri impiegati del completamento del calendario dell’evento. Al suo rientro, il 15 luglio, inviò alla Commissione il programma completo. Questa individuò però alcune criticità e invitò la responsabile del servizio a rimuoverle. La dirigente che aveva già affidato i lavori all’impresa si era uniformata sebbene non fosse legittimata a rilasciare autorizzazioni che non le competevano. (k.s.)
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