«Così rinasce la biblioteca ora pensiamo alle primarie»
di Luciano Piras
L’ex assessore regionale Dessena invita Soddu e Bidoni a presentarsi al voto «Dobbiamo impedire al centrodestra quanto fatto a Cagliari, Sassari e Alghero»
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NUORO. «Ora si può andare avanti spediti, la strada è spianata. La Biblioteca Satta ha finalmente raggiunto quella stabilità che mancava ormai da venti anni. Stabilità giuridica ed economica, perché il contributo che la Regione dava alla Satta era di 207mila euro all’anno, io l’ho portato da 207mila a 500mila euro. Mi sembra un salto notevole». Ha il sorriso stampato in faccia, Giuseppe Dessena, già assessore regionale della Cultura con la giunta Pigliaru. Nuorese, classe 1972, è suo il disegno diventato poi legge nel 2018 sulla “Partecipazione della Regione alla costituzione, quale socio fondatore, della Fondazione per la pubblica lettura Sebastiano Satta”. «Insieme a Comune e Provincia – precisa subito –, almeno in una fase iniziale, fermo restando che la Fondazione è aperta anche all’ingresso di altri soggetti, sia privati sia pubblici».
Intanto la Regione ha assicurato in questo modo un contributo economico annuo più che raddoppiato.
«Certo, più che raddoppiato. La Biblioteca Satta è un centro di programmazione culturale, da sempre, perciò deve riprendere il proprio ruolo non soltanto in città, ma in tutto il territorio. Adesso bisogna firmare gli atti costitutivi della Fondazione davanti al notaio» sottolinea Dessena, dall’ottobre 2019 segretario regionale di Articolo 1 Mdp.
Il futuro è ora, insomma, visto anche il voto unanime raggiunto in consiglio comunale lunedì scorso per liquidare il vecchio Consorzio per la pubblica lettura e dare il via formale alla Fondazione.
Una Fondazione che si nutre di un cospicuo finanziamento regionale. Uno sgravio, finalmente, per le povere casse del Comune?
«No, il Comune non la deve vivere così... La biblioteca ha bisogno di nuovo personale come pure di lavori strutturali. La voce “Cultura” del bilancio comunale non può essere così inesistente. Nuoro non può essere la città della cultura se in bilancio non ci metti niente. È vero che ci sono fondi europei, fondi regionali che vanno cercati e cercati con insistenza, e magari anche meglio, ma è anche vero che anche il Comune deve metterci di suo. A partire dalla voce “Biblioteca”».
Torniamo a bomba: bilancio comunale. In attesa che la Corte dei conti chiarisca una volta per tutte la questione dei 31milioni stanziati dalla Regione ma che forse non sono 31 ma soltanto 21... ?
«Oggi il tema del bilancio di Nuoro non è un tema marginale, lo dico da componente della giunta regionale e insieme al consiglio ha deciso di dare al Comune nuorese le risorse necessarie per uscire da un impasse storico. Ma la voce “Cultura”, ribadisco, non può restare così. Per restare alla Biblioteca Satta, il prossimo amministratore comunale dovrà chiedere alla Regione i fondi necessari per intervenire sulla struttura portante, oltre che sull’estetica e il decoro. La Satta non può rimanere in queste condizioni, è un gioiello e in quanto tale va tutelato».
A proposito del prossimo amministratore comunale... il centrosinistra sembra impantanato sulle primarie. Il centrodestra è in agguato.
«Nel centrosinistra ci sono diverse anime, ma tutte abbiamo il dovere di non sottovalutare il quadro complessivo della politica regionale e locale, è necessario evitare che il centrodestra possa governare a Nuoro. È già avvenuto in Regione, a Cagliari, Sassari e Alghero. Dobbiamo trovare un candidato che sia il più rappresentativo possibile e siccome attualmente non c’è, lo strumento sono le primarie».
Perché non il sindaco uscente Andrea Soddu?
«Sarebbe un grave errore se Soddu non partecipasse alle primarie. E deve partecipare anche Lisetta Bidoni, che è un valore aggiunto, ha una storia importante. Le primarie devono essere accompagnate da momenti pubblici, dove i candidati raccontano la città che vedono e quella che vorrebbero vedere tra un anno, tre anni, cinque anni».
Perché in questo momento Soddu non è l’uomo rappresentativo di tutto il centrosinistra? Perché la necessità di sottoporlo alle primarie?
«Perché questo è emerso all’interno del tavolo del centrosinistra che ha mosso critiche legittime, c’è stato un operato che non è stato esattamente esaustivo. Il fatto stesso che Lisetta Bidoni e il suo Progetto Nuoro 20-25 si presenti prendendo le distanze da Soddu, evidenzia che il suo operato non mette d’accordo tutti. È un dato oggettivo. Chi vive la città se ne accorge, intanto perché governare produce un consumo della fiducia, c’è un logoramento che è dovuto sempre all’azione di governo».
Quasi fosse fisiologico...
«Fisiologico sì, per via delle strettoie di bilancio, delle regole amministrative, della struttura amministrativa... ».
Governare logora, avrebbe detto Andreotti.
«Sicuro, è così, oggi più che mai. A maggior ragione bisogna trovare la quadra, è una questione di responsabilità, sfidandoci a viso aperto. A maggior ragione con Soddu, che ha governato per cinque anni (il mio giudizio sulla sua amministrazione non è negativo in assoluto). Una necessità consolidata con la scelta del Pd di un suo candidato, Carlo Prevosto».
Invece voi di Articolo 1 Mdp avete scelto Francesco Guccini.
«Francesco si era proposto al nostro congresso, una ambizione legittima la sua, visto l’amore e la passione che nutre per la città, una dichiarazione che lui ha sempre fatto. Il congresso ha deliberato per Francesco Guccini come candidato di Articolo 1 Mdp. È da tempo, perciò, che abbiamo chiesto le primarie».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Intanto la Regione ha assicurato in questo modo un contributo economico annuo più che raddoppiato.
«Certo, più che raddoppiato. La Biblioteca Satta è un centro di programmazione culturale, da sempre, perciò deve riprendere il proprio ruolo non soltanto in città, ma in tutto il territorio. Adesso bisogna firmare gli atti costitutivi della Fondazione davanti al notaio» sottolinea Dessena, dall’ottobre 2019 segretario regionale di Articolo 1 Mdp.
Il futuro è ora, insomma, visto anche il voto unanime raggiunto in consiglio comunale lunedì scorso per liquidare il vecchio Consorzio per la pubblica lettura e dare il via formale alla Fondazione.
Una Fondazione che si nutre di un cospicuo finanziamento regionale. Uno sgravio, finalmente, per le povere casse del Comune?
«No, il Comune non la deve vivere così... La biblioteca ha bisogno di nuovo personale come pure di lavori strutturali. La voce “Cultura” del bilancio comunale non può essere così inesistente. Nuoro non può essere la città della cultura se in bilancio non ci metti niente. È vero che ci sono fondi europei, fondi regionali che vanno cercati e cercati con insistenza, e magari anche meglio, ma è anche vero che anche il Comune deve metterci di suo. A partire dalla voce “Biblioteca”».
Torniamo a bomba: bilancio comunale. In attesa che la Corte dei conti chiarisca una volta per tutte la questione dei 31milioni stanziati dalla Regione ma che forse non sono 31 ma soltanto 21... ?
«Oggi il tema del bilancio di Nuoro non è un tema marginale, lo dico da componente della giunta regionale e insieme al consiglio ha deciso di dare al Comune nuorese le risorse necessarie per uscire da un impasse storico. Ma la voce “Cultura”, ribadisco, non può restare così. Per restare alla Biblioteca Satta, il prossimo amministratore comunale dovrà chiedere alla Regione i fondi necessari per intervenire sulla struttura portante, oltre che sull’estetica e il decoro. La Satta non può rimanere in queste condizioni, è un gioiello e in quanto tale va tutelato».
A proposito del prossimo amministratore comunale... il centrosinistra sembra impantanato sulle primarie. Il centrodestra è in agguato.
«Nel centrosinistra ci sono diverse anime, ma tutte abbiamo il dovere di non sottovalutare il quadro complessivo della politica regionale e locale, è necessario evitare che il centrodestra possa governare a Nuoro. È già avvenuto in Regione, a Cagliari, Sassari e Alghero. Dobbiamo trovare un candidato che sia il più rappresentativo possibile e siccome attualmente non c’è, lo strumento sono le primarie».
Perché non il sindaco uscente Andrea Soddu?
«Sarebbe un grave errore se Soddu non partecipasse alle primarie. E deve partecipare anche Lisetta Bidoni, che è un valore aggiunto, ha una storia importante. Le primarie devono essere accompagnate da momenti pubblici, dove i candidati raccontano la città che vedono e quella che vorrebbero vedere tra un anno, tre anni, cinque anni».
Perché in questo momento Soddu non è l’uomo rappresentativo di tutto il centrosinistra? Perché la necessità di sottoporlo alle primarie?
«Perché questo è emerso all’interno del tavolo del centrosinistra che ha mosso critiche legittime, c’è stato un operato che non è stato esattamente esaustivo. Il fatto stesso che Lisetta Bidoni e il suo Progetto Nuoro 20-25 si presenti prendendo le distanze da Soddu, evidenzia che il suo operato non mette d’accordo tutti. È un dato oggettivo. Chi vive la città se ne accorge, intanto perché governare produce un consumo della fiducia, c’è un logoramento che è dovuto sempre all’azione di governo».
Quasi fosse fisiologico...
«Fisiologico sì, per via delle strettoie di bilancio, delle regole amministrative, della struttura amministrativa... ».
Governare logora, avrebbe detto Andreotti.
«Sicuro, è così, oggi più che mai. A maggior ragione bisogna trovare la quadra, è una questione di responsabilità, sfidandoci a viso aperto. A maggior ragione con Soddu, che ha governato per cinque anni (il mio giudizio sulla sua amministrazione non è negativo in assoluto). Una necessità consolidata con la scelta del Pd di un suo candidato, Carlo Prevosto».
Invece voi di Articolo 1 Mdp avete scelto Francesco Guccini.
«Francesco si era proposto al nostro congresso, una ambizione legittima la sua, visto l’amore e la passione che nutre per la città, una dichiarazione che lui ha sempre fatto. Il congresso ha deliberato per Francesco Guccini come candidato di Articolo 1 Mdp. È da tempo, perciò, che abbiamo chiesto le primarie».
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