IL LUTTO
L’addio a Sergio Cossu tra medicina, fede e garbo
NUORO. Parlare di Sergio Cossu, l’anatomopatologo nuorese scomparso mercoledì notte per un male persino più aggressivo della sua immensa voglia di vivere, sarebbe facilissimo. Si potrebbe partire dal...
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NUORO. Parlare di Sergio Cossu, l’anatomopatologo nuorese scomparso mercoledì notte per un male persino più aggressivo della sua immensa voglia di vivere, sarebbe facilissimo. Si potrebbe partire dal curriculum di assoluto rispetto di Cossu, primario dell’Unità operativa di citologia diagnostica del San Francesco: 55 anni, laurea con 110 e lode in Medicina e chirurgia all’Università Cattolica di Roma ad appena 25 anni, specializzazione in Anatomia patologica con 50 cinquantesimi e lode all’Università di Sassari in quattro anni esatti, medico visitatore nel Dipartimento di Surgical Pathology alla Washington University di Saint Louis (Missouri, Usa), poi pubblicazioni, corsi, il ruolo di responsabilità alla Asl di Nuoro.
Ma tutto questo, per quanto importante, sembra dissolversi di fronte alla straordinaria cifra umana di una persona la cui scomparsa ha accomunato nel lutto Nuoro, la sua città, e Dorgali, paese d’origine della moglie e dove si era stabilito con lei e i loro quattro figli. Sergio Cossu è stato uno degli animatori dell’Azione cattolica, da quando, ragazzino e studente al Liceo Fermi di Nuoro, frequentava l’oratorio delle Grazie. Chi lo ha conosciuto ne ricorda il sorriso dolce ma anche l’allegria travolgente, lo sguardo luminoso e la capacità di stare e creare la compagnia. Suonava la chitarra nell’animazione della messa domenicale, era in prima fila nei campi scuola e quando c’era da fare gli scherzi. Bravissimo a scuola ma lontano dall’immagine del “secchione”, un’impronta questa che lo ha accompagnato per tutta la vita. Come la fede: Sergio era un uomo di scienza profondamente religioso.
Non ha mai smesso di esserlo, ma quel che si può dire è che non ha mai lasciato il suo tratto garbato e canzonatorio, la voglia di ridere e la profondità nei momenti in cui bisognava essere seri. Ieri a Dorgali in tantissimi gli hanno tributato l’ultimo saluto. Il cordoglio che ha attraversato il mondo sanitario e accademico, gli ambienti dell’Azione cattolica isolani e non solo, sono un segno concreto di quanto fosse stimato e amato. E a pensarci bene, il suo straordinario curriculum e il suo modo di essere sono le facce di un’unica medaglia. Sono il volto di Sergio Cossu, il medico garbato che rideva con gli occhi.(si.se.)
Ma tutto questo, per quanto importante, sembra dissolversi di fronte alla straordinaria cifra umana di una persona la cui scomparsa ha accomunato nel lutto Nuoro, la sua città, e Dorgali, paese d’origine della moglie e dove si era stabilito con lei e i loro quattro figli. Sergio Cossu è stato uno degli animatori dell’Azione cattolica, da quando, ragazzino e studente al Liceo Fermi di Nuoro, frequentava l’oratorio delle Grazie. Chi lo ha conosciuto ne ricorda il sorriso dolce ma anche l’allegria travolgente, lo sguardo luminoso e la capacità di stare e creare la compagnia. Suonava la chitarra nell’animazione della messa domenicale, era in prima fila nei campi scuola e quando c’era da fare gli scherzi. Bravissimo a scuola ma lontano dall’immagine del “secchione”, un’impronta questa che lo ha accompagnato per tutta la vita. Come la fede: Sergio era un uomo di scienza profondamente religioso.
Non ha mai smesso di esserlo, ma quel che si può dire è che non ha mai lasciato il suo tratto garbato e canzonatorio, la voglia di ridere e la profondità nei momenti in cui bisognava essere seri. Ieri a Dorgali in tantissimi gli hanno tributato l’ultimo saluto. Il cordoglio che ha attraversato il mondo sanitario e accademico, gli ambienti dell’Azione cattolica isolani e non solo, sono un segno concreto di quanto fosse stimato e amato. E a pensarci bene, il suo straordinario curriculum e il suo modo di essere sono le facce di un’unica medaglia. Sono il volto di Sergio Cossu, il medico garbato che rideva con gli occhi.(si.se.)
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