Spaccio e armi: dieci misure cautelari
di Kety Sanna
Al telefono la cocaina veniva chiamata con un vezzeggiativo. Narcotraffico ed estorsioni dalla Barbagia alla Baronia
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NUORO. “Cicci puppu” così chiamavano la cocaina per paura di far capire a eventuali orecchie indiscrete il contenuto delle loro conversazioni. A poco però è servito tanto impegno: ieri mattina, infatti, dalle prime luci dell’alba in diversi centri della Barbagia e della Baronia è scattato il blitz dei carabinieri che ha smantellato un gruppo criminale specializzato nell’attività di spaccio, detenzione di droga e armi, ed estorsione. Dieci i provvedimenti restrittivi emessi dal gip del tribunale di Nuoro su richiesta della Procura. A finire nella rete degli inquirenti soggetti, alcuni già noti alle forze dell’ordine, residenti a Siniscola, Fonni, Nuoro, Gavoi e Orani.
Si tratta di Pietro Innocenti e Raffaele Marceddu, di 20 e 30 anni, entrambi di Fonni, Pasquale e Salvatore Grecu fratelli trentenni di Siniscola, finiti in carcere dopo essere stati prelevati dalle loro abitazioni. La stessa misura è stata, invece, notificata in carcere a Pietro Innocenti, padre del 20enne di Fonni, in quanto già detenuto perchè arrestato nel giugno scorso in flagranza di reato. In un magazzino, all’interno del suo ovile nelle campagne di Ottana, i militari avevano trovato un fucile clandestino sovrapposto calibro 12 e varie munizioni. Agli arresti domiciliari, con divieto di parlare con persone diverse da quelle che risiedono con loro, Daniele Efisio Cherchi, di 19 anni e Giuseppe Cabras, 26enne, entrambi di Siniscola. Obbligo di dimora, invece, a Gaetano Robert Sortino, 30enne mamoiadino ma residente a Siniscola, Christian Fucino 20enne anche lui siniscolese e Costantino Zichi 40 anni di Orani. Sempre ieri mattina sono state eseguite numerose perquisizioni e sequestri nei confronti di altri indagati che al momento, però, non sono stati raggiunti da misure cautelari.
L’operazione, ribattezzata con il nome in codice usato per indicare la droga, è stata illustrata nel corso di una conferenza stampa dal comandante della compagnia di Ottana, il capitano Massimo Meloni e dal maresciallo Mirko Granocchia, comandante del nucleo operativo e radiomobile che ha svolto l’indagine.
«Grazie all’attività tecnica, affiancata da servizi di osservazione e controllo svolti dai militari – ha detto Meloni nel spiegare la fitta rete di rapporti e scambi che intercorrevano dalla montagna al mare – è stato possibile identificare i vari componenti del gruppo che da tempo, avevano messo in atto un’intensa attività di spaccio in diverse zone del centro Sardegna e della costa, facendo affidamento anche sull’operato di alcuni minorenni. I fratelli Pasquale e Salvatore Grecu che agivano a Siniscola, loro comune di residenza, sono risultati a capo di una rete di spaccio di marijuana e cocaina che vendevano al dettaglio. Si rifornivano da Giuseppe e Pietro Innocenti. Tutti insieme gestivano poi altre attività illecite, come la detenzione di armi clandestine, alcune già recuperate nel corso dell’attività investigativa dai carabinieri di Ottana sia all’interno dell’ovile di Grecu a Siniscola, sia nell’azienda agricola degli Innocenti a Fonni. Non solo – ha aggiunto il capitano – gli indagati fonnesi facevano ricorso all’attività estorsiva finalizzata al recupero dei crediti maturati nel corso dell’attività legata allo spaccio».
L’inchiesta era partita nel novembre del 2018 quando, nel corso di una attività finalizzata al contrasto del traffico di droga, nelle campagne di Orani erano stati sorpresi Francesco Rusui con oltre 23 chili di marijuana e Costantino Zichi con 400 grammi di droga della stessa partita. «Da allora l’indagine non si è mai interrotta – ha concluso il capitano di Ottana – così come l’attività illecita dei componenti del gruppo criminale che hanno continuato a dedicarsi allo spaccio di droga nonostante usassero un linguaggio criptato per non essere scoperti».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Si tratta di Pietro Innocenti e Raffaele Marceddu, di 20 e 30 anni, entrambi di Fonni, Pasquale e Salvatore Grecu fratelli trentenni di Siniscola, finiti in carcere dopo essere stati prelevati dalle loro abitazioni. La stessa misura è stata, invece, notificata in carcere a Pietro Innocenti, padre del 20enne di Fonni, in quanto già detenuto perchè arrestato nel giugno scorso in flagranza di reato. In un magazzino, all’interno del suo ovile nelle campagne di Ottana, i militari avevano trovato un fucile clandestino sovrapposto calibro 12 e varie munizioni. Agli arresti domiciliari, con divieto di parlare con persone diverse da quelle che risiedono con loro, Daniele Efisio Cherchi, di 19 anni e Giuseppe Cabras, 26enne, entrambi di Siniscola. Obbligo di dimora, invece, a Gaetano Robert Sortino, 30enne mamoiadino ma residente a Siniscola, Christian Fucino 20enne anche lui siniscolese e Costantino Zichi 40 anni di Orani. Sempre ieri mattina sono state eseguite numerose perquisizioni e sequestri nei confronti di altri indagati che al momento, però, non sono stati raggiunti da misure cautelari.
L’operazione, ribattezzata con il nome in codice usato per indicare la droga, è stata illustrata nel corso di una conferenza stampa dal comandante della compagnia di Ottana, il capitano Massimo Meloni e dal maresciallo Mirko Granocchia, comandante del nucleo operativo e radiomobile che ha svolto l’indagine.
«Grazie all’attività tecnica, affiancata da servizi di osservazione e controllo svolti dai militari – ha detto Meloni nel spiegare la fitta rete di rapporti e scambi che intercorrevano dalla montagna al mare – è stato possibile identificare i vari componenti del gruppo che da tempo, avevano messo in atto un’intensa attività di spaccio in diverse zone del centro Sardegna e della costa, facendo affidamento anche sull’operato di alcuni minorenni. I fratelli Pasquale e Salvatore Grecu che agivano a Siniscola, loro comune di residenza, sono risultati a capo di una rete di spaccio di marijuana e cocaina che vendevano al dettaglio. Si rifornivano da Giuseppe e Pietro Innocenti. Tutti insieme gestivano poi altre attività illecite, come la detenzione di armi clandestine, alcune già recuperate nel corso dell’attività investigativa dai carabinieri di Ottana sia all’interno dell’ovile di Grecu a Siniscola, sia nell’azienda agricola degli Innocenti a Fonni. Non solo – ha aggiunto il capitano – gli indagati fonnesi facevano ricorso all’attività estorsiva finalizzata al recupero dei crediti maturati nel corso dell’attività legata allo spaccio».
L’inchiesta era partita nel novembre del 2018 quando, nel corso di una attività finalizzata al contrasto del traffico di droga, nelle campagne di Orani erano stati sorpresi Francesco Rusui con oltre 23 chili di marijuana e Costantino Zichi con 400 grammi di droga della stessa partita. «Da allora l’indagine non si è mai interrotta – ha concluso il capitano di Ottana – così come l’attività illecita dei componenti del gruppo criminale che hanno continuato a dedicarsi allo spaccio di droga nonostante usassero un linguaggio criptato per non essere scoperti».
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