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Nuoro

Emodinamica, salta tutto la riapertura slitta ancora

di Giusy Ferreli
Emodinamica, salta tutto la riapertura slitta ancora

Lanusei, per il via libera definitivo non basteranno i due passaggi annunciati La rabbia del consigliere regionale Corrias, del sindaco Burchi e dei cittadini

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LANUSEI. L’apertura dell’Emodinamica dell’ospedale di Lanusei sembrava cosa (quasi) fatta. E invece, nonostante le rassicurazione dei vertici regionali, arrivate nel corso dell’incontro a Cagliari tra i sindaci ogliastrini e l’assessore alla Sanità Mario Nieddu, non basteranno i due passaggi annunciati: il primo in Consiglio regionale per l’interpretazione autentica del provvedimento relativo alla rete ospedaliera che istituiva il servizio, il secondo in Giunta per il via libera definitivo.

Il tormentato iter – si è saputo ieri – dovrà fare un ulteriore passaggio in Commissione. Ragion per cui, i tempi sono destinati a dilatarsi ulteriormente. Circostanza che ha fatto infuriare il consigliere regionale ogliastrino, Salvatore Corrias, protagonista di un tentativo diplomatico, andato a vuoto, per accelerare i tempi. La possibilità di discutere l’interpretazione autentica della delibera di Giunta direttamente in Consiglio non è stata accolta.

«Le lungaggini burocratiche non fanno altro che ledere i diritti dei cittadini ogliastrini costretti a faticose trasferte nonostante la presenza in ospedale di un servizio perfettamente attrezzato e pronto ad essere utilizzato» ha detto Corrias unico rappresentante dell’Ogliastra nell’aula di via Roma. Il consigliere dem ha corroborato le sue dichiarazioni con le 14mila firme, raccolte sul territorio dal comitato “Tutti uniti per l’ospedale ogliastrino” in difesa del presidio portate all’attenzione dell’assessore Nieddu. «Le migliaia di firme – ha sottolineato Corrias rappresentano esigenze concrete dei cittadini e devono avere una risposta concrete, subito. Io sarò al fianco sino in fondo».

Sulle barricate è pronto a salire anche il sindaco Davide Burchi che pensava di poter tagliare il nastro della sala di Emodinamica entro pochi giorni. «Ora valuteremo il da farsi» ha dichiarato l’amministratore comunale.

Ancor più arrabbiati, gli attivisti dell’associazione “Gli amici del cuore”, protagonisti di un lunghissimo sciopero della fame e dei farmaci salvavita che, dopo il nulla osta arrivato dalla Commissione tecnica di valutazione dell’Assessorato avevano sì sospeso la protesta farmaci ma mantenuto il presidio nel reparto di Cardiologia del Nostra Signora della Mercede. «Non smobiliteremmo sino a quando il primo paziente non entrerà nella sala di Emodinamica» aveva detto, e ribadisce ancora oggi, Francesco Doneddu, il presidente del sodalizio che raggruppa centinaia di malati di cuore ogliastrini, che ha portato avanti lo sciopero per quasi 40 giorni.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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