«La nostra scuola virtuale è realtà da cinque anni»
di Alessandro Mele
L’Istituto Chironi sperimenta da tempo la didattica a distanza sui canali web Il dirigente Carta: «Una opportunità sia per il corso diurno sia per il serale»
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NUORO. Mentre è sempre più allargato il dibattito su come gestire il mondo della scuola al tempo del coronavirus, c’è già chi si mobilita per garantire lezioni e verifiche. È il caso di Giuseppe Giovanni Carta, preside dell’Istituto tecnico “Gian Piero Chironi” che spiega ai suoi studenti come sarà possibile fronteggiare l’emergenza già da domani. «Credo che per l’Itc Chironi – afferma il dirigente scolastico – il “tempo del Coronavirus” vada retrodatato a quando alcuni docenti hanno iniziato cinque anni fa a sperimentare la didattica a distanza attraverso l’utilizzo di piattaforme e canali web attraverso i quali si implementava l’attività didattica fornendo potenziamento a distanza. Si può quindi affermare che, almeno per alcuni docenti, non vi è stata alcuna corsa contro il tempo per adottare le nuove misure. Fortunatamente, essendo dirigente di questa scuola da due anni, posso dire di avere trovato alcuni docenti, invero non molti, seriamente motivati per effettuare la didattica a distanza e semmai oggi ci si rende conto dell’importanza dell’utilizzo che la tecnologia virtuale offre e della necessità che anche i docenti più indietro nel suo utilizzo debbano mettersi al passo con una didattica che la sola presenza non può offrire». Cosa dovranno fare gli studenti: «Gli alunni del diurno e del serale – spiega il preside – hanno l’opportunità di stare a casa e connettersi in tarda mattinata e con il proprio account verificare se i loro insegnanti hanno assegnato compiti e verifiche nonché ascoltare e vedere le video lezioni. Indubbiamente la didattica in presenza è certamente pratica non sostituibile ma il rapporto a distanza consente loro di stare nella loro classe virtuale ed interagire con docente e compagni in tempo reale. Ovviamente si chiede loro di utilizzare la loro postazione che sia pc, tablet o smartphone. Alcuni insegnanti utilizzano la piattaforma Edmodo attraverso la quale è possibile creare una classe a distanza andando ad interagire con più utenti in contemporanea; inoltre utilizzando il registro elettronico è possibile creare una “classe virtuale”, scaricabile anche come app sul proprio cellulare. Si può utilizzare il mezzo web della start tv per effettuare spiegazioni e approfondimenti dell’attività didattica in presenza e infine in questi giorni i docenti utilizzano Skipe. È allo studio l’utilizzo di altre piattaforme quali “Google classroom”, “Microsft teams” e “G Suite” con la speranza che la necessità del permanere della distanza non si protragga oltre la data indicata dal ministero. Ovviamente tutto si complica se in casa non si ha un pc ma nel tempo nel quale in ogni casa è presente almeno uno smartphone, credo che anche tale difficoltà sia ridotta fortemente consentendo l’accesso e l’utilizzo al proprio figlio». Possibili scenari: «Sono contrario – conclude – a dare il 6 politico e anche alla ipotizzata sanatoria per materie e anno scolastico in quanto se la tecnologia consente di creare una classe virtuale ogni studente, in propria coscienza prendendo seriamente l’emergenza, ha la grande opportunità di perseguire il proprio obiettivo che resta il personale successo formativo. Con il corpo docente si potrà valutare di adottare ulteriori criteri di valutazione come il numero degli accessi web, la regolarità delle risposte e il numero delle restituzioni effettuate al proprio docente».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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